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10 buone abitudini per contribuire alla sostenibilità

Riscaldamento globale, inquinamento dell’aria, inquinamento dei mari, deforestazione, drastica riduzione delle risorse energetiche: la lista delle questioni ambientali da affrontare con urgenza è spaventosamente lunga. Ormai, nemmeno i più scettici (o i più distratti) possono negare la realtà dei fatti: abbiamo reso il nostro pianeta un luogo sempre meno ospitale, per noi e soprattutto per chi verrà dopo di noi. La situazione è grave, ma sembra che finalmente qualcosa stia cambiando. Già da qualche anno la questione della sostenibilità sta suscitando un interesse inedito, rivelando una sensibilità diffusa e per certi aspetti sorprendente. Sono le generazioni più giovani a guidare questo movimento di consapevolezza, con i Millennials che sono già stati etichettati come la green generation, con un occhio di riguardo alla sostenibilità.
Ma come spesso accade in questi casi, le buone abitudini hanno avuto un effetto contagio, e oggi il tema della sostenibilità è sentito da moltissimi, con evidenti conseguenze sulle scelte di consumo, di mobilità, di alimentazione: in una parola, di lifestyle. A rendere tutto questo possibile, probabilmente, è stato soprattutto il fatto che oggi adottare uno stile di vita ispirato alla sostenibilità è molto più semplice di un tempo. E se ci si dedica un po’ di attenzione, spesso ancora più semplice di quanto si possa immaginare. Quale migliore occasione, allora, per condividere qualche consiglio su come contribuire a salvare l’ambiente, tutti i giorni?

La sostenibilità dal consumo all’alimentazione

Forse più di ogni altra cosa, ad avere influenza diretta sulla qualità dell’ambiente sono le nostre abitudini di consumo. Quello che scegliamo di mettere sulla tavola, chiaramente, ha un peso molto significativo, ma la relazione consumi-inquinamento (o, nella più auspicabile delle ipotesi, consumi-salvaguardia dell’ambiente) non si limita all'alimentazione, né alla semplice selezione dei prodotti.

È comunque utile prendere questo come punto di partenza, per poi allargare il campo a tutto ciò che di buono possiamo fare per l’ambiente, attraverso il nostro comportamento di consumatori.

1. Limitare il consumo di carne

Visto il grado di consapevolezza sempre maggiore di cui si è detto, questa indicazione non suonerà certo come nuova: limitare il consumo di carne, oltre a poter generare un grande beneficio per la salute, è un ottimo modo di tutelare l’ambiente. Che una maggiore diffusione di diete completamente o in prevalenza a base vegetale migliorerebbe, e non di poco, le condizioni dell’ambiente, è un dato di fatto. Ma questo non significa che sia necessario diventare tutti vegani o vegetariani. Una strada alternativa può essere quella della riduzione, che talvolta sfocia nelle cosiddette diete flexitarian, ovvero quelle seguite dalle persone che hanno scelto di nutrirsi con alimenti a base esclusivamente vegetale soltanto per alcuni giorni della settimana, o magari per una sola settimana in un mese.
Altra opzione può essere evitare alcuni tipi di carne: la produzione di quelle di manzo e di agnello, per esempio, emette quantità ingentissime di gas metano, e anche la produzione agricola necessaria all'allevamento di questi animali ha un impatto ambientale negativo. Un solo numero per dare la misura di quanto anche piccoli cambiamenti nella dieta possano avere un effetto straordinariamente rilevante: eliminando dalla propria dieta anche soltanto la carne bovina, una persona può ridurre le proprie emissioni di carbonio del 20%.

2. Supportare il mercato locale

Un modo forse meno scontato di contribuire alla tutela ambientale è la scelta di sostenere, nei propri acquisti alimentari settimanali, i produttori locali. Comprare frutta e verdura da rivenditori di quartiere, legati al territorio o, ancora meglio, direttamente al produttore, è un ottimo modo di fare del bene al pianeta e a se stessi.
Questi agricoltori infatti, avendo volumi di produzione molto inferiori rispetto a quelli dei grandi gruppi industriali, utilizzano strumenti e pratiche più sostenibili per l’ambiente e con un miglior impatto sulla salute. Comprare a livello locale, poi, spesso significa non dover utilizzare l’automobile, o impiegarla per viaggi di durata più breve, con un chiaro beneficio per la qualità dell’aria. Infine, sostenere questo tipo di aziende e il loro modo di produrre può spingere anche le imprese di grandi dimensioni a imitarne le pratiche, realizzando un positivo effetto a catena.

3. Scegliere brand con una missione

Cavalcando l’onda di questa nuova attenzione alla dimensione della sostenibilità, diverse aziende in tutti i settori del mercato si sono fatte oggetto di una vera e propria green revolution, e molte altre sono nate ponendo quello della sostenibilità tra i propri principi fondanti. Preferire questi brand ad altri significa alimentare un sistema che fa della generazione di un impatto positivo sull’ambiente il suo fine primo e ultimo. Non si tratta di lasciare il minor numero di tracce negative sul pianeta possibile, ma di creare una struttura che influisca positivamente: insomma, persino al di là dell’obiettivo impatto zero.

4. Riparare

Già al punto precedente ci siamo allontanati dallo stretto perimetro dell’alimentazione. Qui, ne usciamo definitivamente. Se infatti di brand con una mission legata alla sostenibilità nel settore alimentare ce ne sono molti, è piuttosto difficile immaginare di riparare del cibo.

E riparare è invece uno dei gesti più significativi che si possano compiere per tradurre nei fatti il proposito di vivere in maniera più sostenibile.

Basti pensare al problema che rappresenta a livello mondiale la gestione dei rifiuti, che se associato alla tendenza, soltanto di recente in flessione, di produrre con materiali difficilmente decomponibili anche oggetti "usa e getta", rende chiaramente l’idea di quanto riparare sia un gesto fondamentale e colpevolmente dimenticato. Uscire dalla logica del nuovo è sempre meglio può essere la chiave per fare del proprio uno stile di vita più semplice e leggero, che significa anche più equilibrato e più sostenibile.

5. Evitare la plastica

Dai bicchieri del caffè alle bottigliette d’acqua, la plastica continua a essere un materiale utilizzato in misura massiccia nonostante le difficoltà che ormai tutti sappiamo derivare dal suo smaltimento. Differenziare i rifiuti per permetterne il riciclo è ovviamente un’azione imprescindibile, ma se davvero si vuole combattere l’inquinamento da plastica non si può non impegnarsi nel cercare alternative. Un esempio? Invece di utilizzare bottigliette in plastica, si può scegliere una borraccia in metallo, che risponde perfettamente alla stessa esigenza, ma senza inquinare.

6. Scegliere mezzi alternativi

Altro tema oggi più che mai caldo è quello della mobilità sostenibile. Con la crescita inarrestabile delle aree urbane, il problema dell’inquinamento dell’aria e della congestione delle città è sempre più sentito, e anche qui non è difficile dare il proprio personale contributo per realizzare soluzioni efficaci.

Con l’emergere di nuovi problemi su scala globale, si evolve anche la tecnologia progettata per risolverli, e veicoli a basso impatto stanno infatti già diventando all’ordine del giorno. In ogni caso, non c’è niente che sotto questo aspetto possa competere con una bicicletta, oppure con le proprie gambe, che oltre a quello delle emissioni risolvono l’annosa questione del traffico nelle città. Percorrere almeno parte degli spostamenti quotidiani con le sole proprie forze può essere una buona abitudine da inserire nella propria routine giornaliera di benessere, coniugando ancora una volta benessere personale e benessere ambientale.

7. Considerare lo sharing

Come si è appena visto, la tecnologia è uno strumento fondamentale per costruire soluzioni innovative, ma può funzionare anche per connettere le persone in forma nuova (i social network hanno dato più di qualche lezione a questo proposito). Ebbene, la creazione di comunità nate online può essere un ottimo abilitatore di comportamenti virtuosi, di cui la sharing mobility è un caso esemplare. Scegliere di condividere la propria auto per un viaggio altrimenti solitario, per esempio, significa non soltanto risparmiare sui costi, ma anche ridurre il numero di mezzi in circolazione e, di conseguenza, i livelli di inquinamento. E lo stesso vale per i veicoli in condivisione, dalla bicicletta agli scooter fino alle auto, sempre più di frequente disponibili nelle città , che in pieno accordo con la nuova sensibilità green stanno riscontrando uno straordinario successo.
La sostenibilità ambientale sul lavoro
Ci si pensa raramente, ma visto quanto tempo in una giornata dedichiamo al lavoro, in fondo sarebbe piuttosto strano se non si potesse portare la propria attitudine alla sostenibilità anche in ufficio. Certo, non si tratta di soluzioni applicabili universalmente, ma già il fatto di conoscerle e prenderle in considerazione potrebbe essere un primo passo per cambiare le cose.

8. Adottare un orario flessibile

Molte delle organizzazioni più innovative hanno ormai da tempo abbandonato l’orario di lavoro tradizionale, lasciando alle proprie risorse la libertà di optare per uno più flessibile. Al di là dei benefici riscontrabili sulla prestazione lavorativa, adottare un orario di questo tipo consente di evitare di muoversi nelle ore di punta, evitando al contempo di contribuire al traffico urbano e a tutto l’inquinamento che ne deriva. Il tuo lavoro potrebbe essere svolto in orari diversi da quelli che rispetti attualmente? Se sì, questa potrebbe essere un’ottima proposta da avanzare, oppure una scelta da adottare fin da subito, per chi ha la fortuna di poter decidere in autonomia.

9. Passare allo smart working

Ma portare la sostenibilità in ufficio potrebbe non servire, se il proprio ufficio è, anche solo per qualche giorno, la propria casa. In molti lo hanno già rilevato: il beneficio ambientale dello smart working è notevole. Esattamente come per la flessibilità oraria, lavorare da remoto riduce il traffico e le emissioni di gas inquinanti, traducendosi non solo in una scelta orientata alla sostenibilità ma soprattutto in una miglior performance lavorativa. D’altra parte, le cose sono collegate: meno stress da traffico non può che significare miglior resa sul lavoro.
La sostenibilità in vacanza
Quando si stacca la spina, la tentazione di non fare più attenzione a nulla è forte. "Almeno in vacanza" risuona come una giustificazione tollerabile anche, e forse soprattutto, per chi in tutti gli altri giorni dell’anno fa di tutto per tutelare l’ambiente con le proprie azioni quotidiane. Ma è invece indispensabile non dimenticarsi mai, proprio mai, dell’impatto che la propria vita ha sulla Terra: insomma, andare in vacanza con la sostenibilità, non mandare la sostenibilità in vacanza.

10. Mezzi, hotel, tour operator per la sostenibilità

Un modo per portarsi la sostenibilità in vacanza è, com’è facile intuire, scegliere un mezzo di trasporto a impatto ridotto: quando le distanze lo permettono, il treno è sicuramente da preferire all’aereo, che comporta produzioni di inquinamento esponenzialmente più alte. Ma fare della propria una vacanza sostenibile non significa soltanto viaggiare su mezzi meno inquinanti: anche la scelta dell’alloggio può fare la differenza. Esistono hotel certificati da enti per il turismo sostenibile, per esempio, e anche nel selezionare un tour operator non si può non considerare il fattore sostenibilità: quelli che sostengono lo sviluppo delle comunità locali meritano senza dubbio un occhio di riguardo, e il nostro sostegno di turisti consapevoli.

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