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Arteterapia: quando l'arte ti fa stare bene

Se è con l’avvento della scrittura che si parla di inizio della storia dell’umanità, è anche vero che molte migliaia di anni prima, l’homo sapiens aveva già inventato, o forse scoperto, l’arte. Sì, si può dire che l’arte sia antica come l’uomo, si potrebbe quasi affermare che l’arte sia parte dell’uomo e dell’umanità: non saremmo uomini senza arte e non ci sarebbe arte senza uomini. Forse una banalità, o forse la spiegazione del perché l’arte possa essere usata in tutte le sue forme per curare diversi disturbi. Ed è così che percorsi di arteterapia diventano sempre più diffusi e praticati.

Cos'è l'Arteterapia?

L’art therapy (o arteterapia) è una pratica che, attraverso la creatività e l’emotività del paziente, cerca di stimolare i suoi modi di esporsi e di comunicare. Per questo le “armi” utilizzata sono il disegno, la pittura, i collage, la semplice colorazione o la scultura. Tutto questo, ovviamente, sotto la guida di un’arte terapeuta accreditato e preparato che possa dare un senso a qualunque esercizio artistico.

Per arteterapia non va considerata solamente la produzione di opere, ma anche la loro fruizione.

Ammirare un dipinto o ascoltare una canzone, se guidati adeguatamente, può essere efficace quanto dipingere o scolpire. I pazienti imparano a decodificare i messaggi non verbali, i simboli, le metafore e le allegorie “nascoste” in ogni diversa opera d’arte, il che dovrebbe col tempo portare a una migliore comprensione dei loro sentimenti e comportamenti in modo che possano risolvere i problemi più profondi del loro io. Insomma, l’arte usata per imparare ad affrontare i problemi della vita.
Tra i primi ad utilizzare l’arte come terapia ci fu Frield Ducker Brandeis, artista ed insegnante austriaca di origine ebraica che ha vissuto tra le due guerre mondiali. Dal 1934 al 1938 è insegnante di arte per i bambini del ghetto di Praga; è in questa occasione che ha l’opportunità di osservare il modo in cui i bambini utilizzassero l’arte per combattere alcune problematiche vissute nella vita reale come discriminazione, traumi, lutti e violenze che alcuni di loro subivano. Nel 1942 viene deportata nei campi di concentramento luogo in cui ha modo di insegnare a centinaia di bambini con l’obiettivo di provare a riportare un equilibrio nelle loro vite utilizzando l’arte.

I benefici dell’arteterapia

Sedute di arteterapia possono aiutare tutti, dai bambini agli anziani, anche chi non è affetto da disturbi particolari. Un percorso di questo tipo aiuta infatti ad esplorare le proprie emozioni, migliorare l'autostima, gestire le dipendenze, alleviare lo stress, migliorare i sintomi di ansia e depressione e affrontare una malattia fisica o una disabilità.
A questo va aggiunto che i professionisti che praticano arteterapia lavorano con i singoli individui, con le coppie o con grandi e piccoli gruppi in una varietà infinità di contesti: consulenze private, ospedali, centri benessere, istituti correzionali, centri per anziani, scuole e altre organizzazioni comunitarie.

Non è necessario alcun talento artistico perché un percorso di arteterapia abbia successo. Molti si lasciano intimidire dalle loro scarse doti creative o tecniche e scelgono altri percorsi senza immaginare che in realtà non è necessario averne.

Questo processo terapeutico non riguarda il valore artistico del lavoro, ma piuttosto la ricerca di associazioni tra le scelte creative fatte e la vita interiore del paziente.

L'opera d'arte può essere utilizzata come trampolino di lancio per risvegliare i ricordi e raccontare storie che possono rivelare messaggi dell’inconscio, o come semplice modo di comunicare per chi, come le persone affette da autismo, fatica a farlo nei modi più convenzionali.

In cosa consiste un percorso di arteterapia?

Secondo l'American Art Therapy Association, i terapeuti specializzati sono addestrati a capire come i colori, la consistenza e l’utilizzo delle varie forme d’arte possano essere d’aiuto a diversi pazienti con differenti bisogni. Il paziente impara a capire i propri pensieri, i propri sentimenti e la propria condizione.
Arteterapia e psicoterapia sono collegate così come anche altre tipologie di arti visive come forma specifica e autonoma di terapia, ma anche usata in combinazione con altri percorsi di terapia. Il terapeuta deve fare in modo che il paziente possa autocorreggersi limitando al massimo gli interventi e lasciandogli i giusti spazi per riuscire a trovare con il tempo un suo equilibrio applicando a sé stesso una forma di autodisciplina, indotta discretamente e non imposta.

Il caso del Canada

Dall’1 novembre 2018 il Canada ha avviato un progetto di prova, della durata di un anno, chiamato The Art Hive. Di cosa si tratta? Per molti, di un passo decisivo verso la diffusione dell’utilizzo di un percorso di arteterapia come forma di aiuto per chi soffre di diverse patologie. Già in questi giorni, infatti, ogni medico canadese può prescrivere, e non solo suggerire, ai propri pazienti una visite a un museo, una mostra o un evento. Ogni visita al museo prescritta da un medico sarà totalmente gratuita per i pazienti che decideranno di usufruirne e la gratuità è prevista anche per un accompagnatore e due minori, il che significa che ad usufruire dell’iniziativa potrebbe essere un’intera famiglia. Al momento non ci sono dati riguardo alla reale efficacia di questa scelta nazionale ma per il momento la notizia è stata accolta con generale favore, nella speranza che questo primo passo possa segnare una vera e propria rivoluzione nel mondo della medicina.

Perchè l’arteterapia fa bene?

  • Esplorare le proprie emozioni e migliorare l'autostima
  • Alleviare lo stress ed i sintomi di ansia e depressione
  • Affrontare una malattia fisica o una disabilità
  • Non richiede nessun talento artistico per essere efficace

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