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L'arte di lasciarsi andare: quando il distacco porta al benessere

Cosa vuol dire veramente lasciare andare? Thich Nhat Hanh, monaco buddhista vietnamita, poeta, maestro zen e leader pacifista, nonché una delle massime autorità in campo spirituale del nostro tempo, ci aiuta a comprendere il significato del distacco e il modo in cui questo può portare al benessere fisico e mentale. Molte persone confondono il distacco con la disconnessione emotiva dagli altri ma, come spiega Thich Nhat Hanh, lasciarsi andare spesso significa amare qualcuno più di quanto non lo si abbia mai fatto prima.

Anche se Buddha insegna che la non-azione è parte integrante della Giusta Via, se presa fuori dal contesto questa prescrizione può dare l'impressione che si tratti di una mancanza di interesse per gli altri e che sarebbe auspicabile vivere senza provare o esprimere alcuna emozione. Il Nobile Sentiero, chiamato anche Ariyasaavaka, non è infatti un atto di ritiro fisico o una forma di austerità ma al contrario un percorso di immersione.

Come spiega il Maestro Hanh, per riuscire davvero a lasciar andare, e stare bene con se stessi e con gli altri, bisogna imparare ad amare completamente. Il non attaccamento avviene solo quando l’amore per un’altra persona va oltre le aspettative personali di guadagno o l’ossessione di arrivare al risultato che ci si è prefissati di raggiungere. Hanh descrive quattro forme di completo distacco che non hanno nulla a che fare con il ritirarsi su un eremo o ignorare tutti coloro che non ricambiano i nostri sentimenti: Maitri, Karuna, Mudita e Upeksha.

Le quattro forme di distacco

La prima forma di distacco si chiama Maitri e ha che fare con l’intenzione e la capacità di trasmettere gioia e felicità. In altre parole, per rendere felici gli altri bisogna indagare le loro vere necessità e invece di insistere nell’offrire quello che noi pensiamo possa servire loro, bisogna imparare ad offrire quello che chiedono, non per forza attraverso le parole, e distaccarsi dal bisogno egoistico di compiacerli. Karuna è invece la compassione che si manifesta quando un individuo riesce a percepire la sofferenza di un altro e desidera alleviarla. In questo senso, il distacco si manifesta quando ci si allontana dal risultato e si cerca semplicemente di alleviare le sofferenze di un altro individuo.
Mudita, o la gioia disinteressata, come direbbe Buddha, si manifesta quando siamo sopraffatti dalla gratitudine per tutto ciò che abbiamo senza aggrapparci ai risultati, ma si può essere felici anche della felicità degli altri. Infine, Upeksha, la quarta e ultima forma di distacco. Upeksha significa equanimità intesa come sforzo che si compie per vedere le cose in maniera obiettiva senza pregiudizio e attaccamento. Spesso la gente confonde Upeska con l’indifferenza, sbagliando. Perché significa amare senza discriminazioni.

L'arte di lasciar andare come pratica di benessere

Lasciare andare può diventare un vero e proprio stile di vita. Non bisogna praticare il buddismo per capire che per stare bene è necessario distaccarsi da quei comportamenti o da quei sentimenti che possono alterare il proprio benessere fisico e mentale.

Alcune persone hanno difficoltà a lasciare andare il dolore o altre emozioni simili perché sono parte della loro comfort zone e della loro identità e senza di essi non riuscirebbero a definire se stessi.

Qualunque sia l’origine della sofferenza, una relazione amorosa, una fisicità non accettata, un lavoro non gratificante o un’amicizia, si tende a rimanere nello status quo per la paura che, una volta fatto dietrofront, le conseguenze potrebbero non essere quelle sperate. E così facendo si accusa debolezza anche a livello fisico oltre che mentale. L’organismo ne risente e manifesta il disagio attraverso ansia, stress e stanchezza.
Imparare a dire no ai comportamenti che fanno star male diventa un imperativo per star bene. Come si fa a mettere in pratica il mantra “non va bene per me, dovrei andarmene”? Non è facile. Però in fondo, spesso, lo si è già fatto inconsciamente, e ce ne si accorge perché si manifesta sottoforma di dubbio interiore. Il segreto è ascoltare se stessi e i propri dubbi e assecondare nei fatti quello che ci fa stare meglio, interrompendo le dipendenze dolorose che rendono la nostra vita frustrante e ci allontanano dalla ricerca della felicità e dal benessere fisico e mentale. Sta tutta qui l’arte del lasciar andare.

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