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Formula Uno: mille e una pole

Domenica 14 aprile, il Campionato del Mondo di Formula Uno ha raggiunto uno storico traguardo. Il Gran Premio tenutosi in Cina, sul circuito di Shanghai, è stato infatti il numero mille per il Circus. La vittoria è andata a Lewis Hamilton e alla sua Mercedes argentata. Ad inaugurare ufficialmente questa lunga serie fu il Gran Premio di Formula Uno in Gran Bretagna, sul veloce tracciato di Silverstone: venne vinto da Nino Farina, che si sarebbe poi aggiudicato il Campionato a fine anno. Al secondo posto si classificò Luigi Fagioli, siglando una doppietta tutta italiana. Era il 13 maggio 1950. Da questa data, fino ad arrivare ai giorni nostri, la Formula Uno si è evoluta, molte regole sono cambiate e numerosi sono i campioni che si sono avvicendati nel contendersi la corona iridata. Sessantanove anni di gioie, trionfi e numeri, collezionati da uomini che hanno sfiorato - e sfiorano - per professione muretti in cemento a 300 km/h.

I record di Formula Uno nella storia

Il pilota ad aver conseguito il maggior numero di titoli mondiali è stato il tedesco Michael Schumacher. Il campione di Kerpen ha conquistato il titolo nel 1994 e nel 1995 alla guida di una Benetton e cinque mondiali consecutivi, dal 2000 al 2004, al volante delle monoposto del Cavallino Rampante. Al secondo posto, l’argentino Juan Manuel Fangio ha trionfato in cinque Campionati. L’asso tedesco è anche il pilota che ha vinto il maggior numero di volte in carriera, ben 91.
Sebastian Vettel, il più giovane pilota ad aver mai vinto il titolo - con la Redbull vinse all’età di 23 anni e 134 giorni - può fregiarsi d’aver portato a casa nove gran premi consecutivamente. Fangio, per fare un esempio, si aggiudicò la corona a 46 anni e 41 giorni: lui è il pilota più anziano ad aver vinto il trofeo di fine stagione.

Max Verstappen, invece, è diventato il più giovane pilota a vincere un Gran Premio nel 2016, quando in Spagna, a bordo di una Red Bull, s’impose a soli 18 anni, 7 mesi e 15 giorni. Lewis Hamilton detiene il record per il maggior di pole position ovvero la partenza dalla prima posizione in griglia, superando due leggende del calibro di Schumacher e Ayrton Senna: ancora onore al giovane pilota britannico. Hamilton in carriera ha vinto già 75 volte, il record di vittorie ottenute non è per lui un miraggio così lontano.

Il Grand Chelem è un termine francese che sottolinea la “cannibalizzazione” di un Gran Premio da parte di un pilota: si verifica quando questo ottiene pole position, vittoria, giro più veloce in gara e mantiene la testa della corsa dal primo all’ultimo giro. Il re di questa singolare onorificenza statistica va al mitico Jim Clark che l’ha realizzata in carriera per ben otto volte. Altri maestri di questa pratica di dominio assoluto sono stati Michael Schumacher, Alberto Ascari, Jackie Stewart e Ayrton Senna. Il maggior numero di gran premi disputati è un primato che appartiene al brasiliano Rubens Barrichello, con 323 presenze.

Due Gran Premi memorabili della Formula Uno

Per terminare questo omaggio al Circus e soprattutto per non tediarvi troppo con numeri e date, abbiamo selezionato a questo punto due gran premi particolarmente memorabili, entrati nel cuore degli appassionati e che, a memoria, ci sembrano particolarmente degni di nota. Entrambe le gare sono relativamente recenti: abbiamo voluto evitare di andare a rintracciare episodi sicuramente suggestivi ma temporalmente molto distanti. Sarebbe una Formula Uno che non "riconosceremmo" nei tracciati, nelle monoposto, nelle dinamiche. Speriamo che campioni come Ascari, Stewart, Lauda o Hunt non se ne abbiano.
È Domenica 11 aprile 1993, sul tracciato inglese di Donington si corre il Gran Premio d’Europa. Ayrton Senna è in testa al mondiale piloti. Poco prima del via si scatena un violento temporale. Allo spegnimento dei semafori, Alain Prost - autore della pole position - scatta per primo, dietro di lui Damon Hill. Seguono Michael Schumacher e Senna, partito in quarta posizione. Ayrton scatta bene, ma nel tentativo di superare Schumacher alla prima curva si trova la strada sbarrata proprio dal tedesco. In questa confusione ne approfitta la Sauber dell’austriaco Karl Wendlinger, che supera Senna e Schumacher portandosi in terza posizione. A questo punto Ayrton è quinto, e le due Williams sembrano già volare verso una vittoria scontata. Eppure, nonostante la situazione decisamente sfavorevole, Senna si rimbocca le maniche, e inizia una delle rimonte più veloci e spettacolari mai viste in tutta la storia della massima formula.

Eppure, nonostante la situazione decisamente sfavorevole, Senna si rimbocca le maniche, e inizia una delle rimonte più veloci e spettacolari mai viste in tutta la storia della massima formula.

Nel corso del primo giro, il brasiliano prende immediatamente confidenza con la pioggia, spingendo la sua McLaren oltre i limiti, dove nessuno osa arrivare. Senna passa Schumacher, recuperando subito la quarta posizione iniziale. Successivamente, con una magnifica manovra all’esterno, passa Wendlinger, portandosi così al terzo posto. Qualche chilometro più avanti è la volta di Hill, che deve arrendersi alla furia agonistica di Senna. Infine, con una staccata decisa all’interno, supera Prost e si piazza al comando.
Quattro posizioni recuperate nel corso di un solo giro, il primo della gara. Il resto del Gran Premio fila via liscio per il brasiliano, che diventa praticamente irraggiungibile per gli avversari, che continuano a maledire la pioggia e l’asfalto bagnato. Senna vince così il Gran Premio d’Europa davanti a Damon Hill ed Alain Prost, sul gradino più basso del podio dopo la bandiera a scacchi ed addirittura doppiato dal pilota brasiliano, protagonista di quello che, a detta di molti, è stato il giro di rimonta più sensazionale nella storia della Formula Uno.
Un altro Gran Premio che vogliamo ricordare, uno dei più caotici di tutti i tempi, è stato il numero 700, svoltosi nel 2003 sul circuito di Interlagos in Brasile. È il sesto appuntamento stagionale e si corre sotto un diluvio che fa rinviare la partenza di un quarto d’ora. Le vetture partono quindi in regime di Safety Car, con il pilota di casa Rubens Barrichello alla guida del gruppo. Dopo otto giri inizia la vera gara e la McLaren di David Coulthard supera subito il brasiliano della Ferrari, sopravanzato anche da Kimi Raikkonen, Juan Pablo Montoya, Michael Schumacher e Mark Webber nel corso di una paio di giri. A seguito di un ulteriore incidente rientra in pista la Safety Car.
Alla ripartenza c’è in testa Kimi Raikkonen, ma la vettura di sicurezza torna nuovamente in campo dopo il contatto tra Antonio Pizzonia e la vettura di Montoya ferma nelle vie fuga, due giri può tardi, a seguito dell’uscita di pista di Schumacher. Si ricomincia con Coulthard in testa, ma non c’è proprio pace per la Safety Car: viene richiamata in causa per l’uscita di pista di Jenson Button, dopo il ritiro di Jos Verstappen. La gara riprende nuovamente e Barrichello sale in prima posizione davanti a Coulthard e Raikkonen. Poco dopo il brasiliano è costretto al ritiro lasciando quindi la prima posizione allo scozzese: dietro di lui Raikkonen e Giancarlo Fisichella. E qui arriva la svolta della gara. I due piloti di testa si fermano ai box al 52° e al 54° giro, lasciando il comando a Fisichella. La Jaguar di Webber, nel frattempo, va a sbattere violentemente contro le barriere nei pressi delle curve che precedono il rettifilo centrale. Arriva la Renault di Fernando Alonso che prende in pieno una delle ruote della monoposto di Webber finita sul tracciato e va a sua volta a finire contro le barriere. L’impatto è così violento da costringere il pilota spagnolo a controlli medici in ospedale.
La direzione, date le condizioni meteo e della pista, decide di esporre la bandiera rossa e interrompere così la gara. Fisichella, in testa, aveva appena iniziato il 56° giro. Il regolamento prevede che l’ordine di arrivo deve essere definito secondo l’ordine dei piloti due giri prima dell’interruzione della corsa, ossia al termine del 54°. Per un errore di cronometraggio vengono presi i tempi al termine del 53° e viene così proclamato vincitore Kimi Raikkonen, che festeggia sul podio. Secondo posto per Fisichella e terzo per Alonso. Nei giorni successivi la FIA s’accorge però dell’errore e Fisichella viene proclamato vincitore. In occasione del successivo Gran Premio di San Marino Raikkonen passa quindi il trofeo del primo classificato al pilota romano, che può così festeggiare la sua prima e unica vittoria in carriera in Formula Uno.

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