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Materasso a cinque stelle

È del 1999 il sondaggio grazie al quale la compagnia alberghiera Westin Hotels&Resorts ha appreso che, secondo la maggioranza dei viaggiatori intervistati, il servizio più importante che un hotel possa offrire è «una buona nottata di sonno». Uno studio preso tanto sul serio, da portare ad un investimento di oltre $50 milioni di dollari per la progettazione avanguardista di Heavenly Bed, un set composto da un materasso ed una base a molle, successivamente introdotto in 52.000 unità, all'interno di oltre 39.000 camere.

L’allora Senior Director e Brand Manager di Starwood, Vincent Ong, ha affermato che tra gli intenti dichiarati di Westin c’era quello di far sì che gli ospiti potessero lasciare l’hotel sentendosi meglio di quando erano arrivati – e, in effetti, nessuna posizione panoramica, spa, ristorante stellato o servizio cordiale, sarà mai in grado di eguagliare una nottata di un profondo sonno ristoratore.

«Il team ha trascorso più di un anno a creare il letto perfetto e ha iniziato la ricerca riempiendo una delle sale da ballo dell’hotel con 50 letti provenienti dalle 35 principali catene alberghiere di alta fascia di tutto il mondo», ha raccontato Ong. E dopo mesi passati a testare centinaia di materassi, cuscini e biancheria da letto, ha visto la luce l’Heavenly Bed: lenzuola candide in puro cotone a 250 fili, un materasso personalizzabile con rivestimento a cuscino, per offrire una tra le migliori esperienze di sonno tuttora disponibili sul mercato alberghiero – tra l’altro a oggi acquistabile su Amazon al costo complessivo di circa $2500.

Il materasso è il marchio di qualità di una camera d'albergo

Ancora nel 2014, un sondaggio Gallup rilevava come oltre la metà degli ospiti di hotel di fascia alta avrebbe volentieri pagato di più per un letto migliore. Elemento tra l’altro considerato dalla stragrande maggioranza degli intervistati come la caratteristica distintiva d’eccellenza di una camera d’albergo, ben più importante della velocità di connessione internet o della cortesia del personale.
Westin è stato quindi l’apripista di una tendenza che ormai può considerarsi prassi e che, in seguito, molti dei più importanti brand alberghieri hanno seguito.

W Hotels, ad esempio, ha sviluppato il Do-Not-Disturb Bed, lanciato sul mercato come «your ticket to daily escapes» e descritto da alcuni ospiti come «la cosa più vicina a una nuvola» nonché «più casa di casa propria»: un materasso alto 30 cm dotato di una tecnologia brevettata costituita da molle elicoidali che riducono l’impatto dei movimenti, lenzuola bianche di seta a 300 fili, ecofriendly, e cuscini in piuma e piumino o in materiali ipoallergenici.

Dal 2006 Rydges Hotel & Resorts, in collaborazione con l’A.H. Beard, l’azienda manifatturiera australiana leader da oltre un secolo nel settore dei materassi, ha dotato moltissime delle stanze delle sue strutture del Dream Bed: non solo, anche in questo caso, un materasso d’avanguardia in lattice di altissima qualità con zone a portanza differenziata, ma anche una rinnovata cura nella scelta e nella preparazione della biancheria.

Nel 2013 il Four Seasons ha invece introdotto un materasso Simmons Bedding dotato di un innovativo centro di assorbimento del calore, per mantenere sempre fresco chi vi dorma, e di tre diversi coprimaterassi per personalizzare il grado di rigidità (anche se oltre la metà degli ospiti ha mostrato di preferire un livello medio); più o meno in quel periodo il Corinthia Hotel di Londra pubblicizzava i suoi materassi «da regina», che con la Regina condividevano in effetti la casa produttrice: oltre ai materassi Hypnos realizzati in lana d’agnello britannica, alle tende oscuranti e a una vasta scelta di cuscini, la compagnia aveva messo a punto il pacchetto Sumptuous Sleep Retreat, che aggiungeva l’esperienza di un rituale del sonno di 2 ore presso la spa dell’hotel, con preparazione di tè alla valeriana o latte caldo con biscotti ai semi di zucca a concludere.
Un’altra quanto mai fruttuosa collaborazione è stata quella tra Sealy, azienda texana produttrice di materassi da oltre 130 anni, e l’Emporium Hotel che da anni in molte delle sue strutture offre la possibilità di un letto Sealy Posturepedic Dynasty, dotato di un sistema a molle molto ravvicinate che offre agli ospiti una struttura comoda ma allo stesso tempo estremamente robusta, ottima per la schiena e in grado di resistere alle più impensabili attività – abbinato a un coprimaterasso di lana, a un lenzuolo in puro cotone a 250 fili e una vasta scelta di cuscini “Exquisite Sleeps”.

Un letto migliore è la caratteristica distintiva d’eccellenza di una camera d’albergo, ben più importante della velocità di connessione internet o della cortesia del personale.

«Il fatto è che le persone fanno cose, sui letti delle camere d’albergo, che non farebbero nelle loro case», ha confermato Antony Raiteri, National Commercial Accounts Manager di Sealy. Il livello di resistenza richiesto dai materassi degli hotel è effettivamente più elevato che altrove, non per nulla dei prodotti Sealy si sono serviti anche InterContinental Hotels, Marriott, Hyatt, Stella Group, Mirvac, Crowne Casino a Melbourne, Starwood e Four Points by Sheraton, con cui è stato messo a punto il Comfort Bed.
«Le buone notizie viaggiano velocemente nel settore» ha spiegato Raiteri. E il successo dei letti Sealy, sempre a quanto sostiene l’Accounts Manager, risiede nel fatto che sono stati progettati come se fossero sedie. «Sappiamo che le persone non si siederanno praticamente mai sulla sedia nella stanza» ha detto, «si siedono sul letto per rispondere al telefono. Si siedono sul letto per mettersi le scarpe. Quindi costruiamo il nostro letto assicurandoci che sia integralmente, bordo compreso, resistente e di altissima qualità».

Come dice, si ha solo una possibilità di fare una buona prima impressione e il letto è quanto concede la possibilità di farla.

Perché dormire in albergo è meglio

Nonostante molti dei componenti di questi letti da favola siano in vendita, sui siti degli hotel medesimi come su Amazon, ugualmente non sembra così facile replicare l’esperienza alberghiera.

Innanzi tutto le aziende produttrici generalmente tendono a non produrre separatamente ogni singolo componente del letto così come si trova nelle camere. Ad esempio, il materasso Heavenly Bed in dotazione nelle camere Westin include una copertura estraibile con chiusura a zip, mentre quello che i consumatori possono acquistare ha la federa cucita permanentemente.

Insomma, potrebbero vendere il materasso ma non le lenzuola, oppure materassi con qualità appena differenti da quelli degli hotel, ma non lo fanno. In secondo luogo, a marcare una sensibile differenza vi è poi il trattamento a cui i singoli componenti sono sottoposti: il lavaggio che le lenzuola alberghiere subiscono è molto più intenso di quello di una tipica lavatrice domestica, il che vale anche per le enormi macchine da stiro in grado di stendere i tessuti limando ogni possibile piega.

E in fondo, almeno per gli affari, è un bene che l’esperienza di un king-size di una suite a cinque stelle rimanga limitata alla permanenza in hotel. A quanto dice sempre Ratieri:

Siamo nel business della vendita del sonno. Se falliamo, siamo nei guai.

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