Scopri e ordina i prodotti Technogym direttamente dal nostro sito;
ti informiamo che le spedizioni e le installazioni potrebbero subire ritardi vista la forte domanda che stiamo gestendo.
Il sito utilizza cookie tecnici propri, cookie analitici di terze parti anonimizzati, e cookie di terze parti che potrebbero profilare: accedendo a qualunque elemento/area del sito al di fuori di questo banner, acconsenti a ricevere i cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso ai cookie, clicca qui.
OK

Meccanica e uomo: cuore, anima e cervello contro motore, design e trasmissione

Nell’arte e nella storia del cinema, molto spesso abbiamo giocato con l’idea di associare il funzionamento del nostro corpo a quello di una macchina. Dal Metropolis del maestro espressionista Fritz Lang, arrivando al postmoderno Blade Runner e al ben più pop Robocop, fino ai cartoni dei Transformers, la contrapposizione prima, e l’associazione poi di macchina e uomo ha attirato le più grandi menti creative degli ultimi due secoli.
Arrivando ai giorni nostri, la volontà di associare il corpo umano al corpo meccanico non è venuta meno, ma anzi, si è rafforzato apponendo sempre di più la tecnologia allo sport. Se un atleta rappresenta infatti l’apice della fisicità e performance umana possibile, le supercar ed il suo motore sono il loro corrispettivo meccanico. E proprio come il corpo di un atleta spesso è bello, atletico e sinuoso, allo stesso modo le supercar strizzano l’occhio al design, all’estetica, alla sensualità delle forme.

La tecnologia nello sport e nella meccanica dell’automobile

Nel complesso gioco del raggiungimento della massima performance, alla conquista di quel secondo o millesimo di secondo in meno, c’è un elemento che riesce ad assimilare perfettamente le istanze dello sport e dell’automobilismo, due mondi estremamente vicini, seppur lontani anni luce.

La tecnologia ha infatti concesso passi da gigante alla performance su circuito automobilistico ed atletico, massimizzando l’abilità ingegneristica da un lato e quella sportiva dall'altro, senza mai sostituirsi alla muscolatura fisica dell’atleta o a a quella meccanica del motore, ma incentivandola, ottimizzandola, analizzandola per suggerire come migliorarla di volta in volta.

Prendiamo come esempio l’ultima nata di Sant’Agata Bolognese, la Lamborghini Aventador SVJ Roadster, attuale punta di diamante della casa automobilistica emiliana. In questo caso, il design prende in prestito le linee scattanti e agili del mondo aeronautico e della tecnologia aerospaziale, che le consentono di fendere l’aria e di tenere la vettura saldamente a terra, massimizzandone le prestazioni del motore. La vettura è inoltre dotata di sistemi elettronici gestiti in tempo reale che garantiscono la migliore configurazione aerodinamica della vettura in ogni condizione di guida. E se questa Roadster ha un fisico da urlo, il suo cuore, un motore V12 robante, non è da meno.
È infatti il motore ad essere il fulcro attorno a cui ruotano estetica e prestazioni; è il motore infatti il responsabile di quel caleidoscopio emotivo impareggiabile, di quella spinta inesauribile che, accoppiata ad una colonna sonora inconfondibile, rende una vettura così unica nel suo genere. La SVJ Roadster è la più potente vettura di serie mai prodotta da Lamborghini: il suo motore V12 è in grado di sprigionare 770 cavalli e consente a questo bolide di raggiungere una velocità massima di oltre 350 km/h, coprendo lo zero a cento in meno di tre secondi.
Se volessimo fare un paragone tra le performance di esplosività del motore della Lamborghini e quelle fisiche di un atleta, non potremmo non menzionare le performance di un nuotatore o di un centometrista. Nel loro caso, è la tecnologia che determina un allenamento sempre più mirato a plasmare i loro corpi nella perfetta macchina da sport. È sempre la tecnologia che li aiuta a creare un vestiario sportivo aerodinamico, totalmente customizzato e che possa aiutarli nel caso questi atleti avessero un difetto di postura o un infortunio.

Se il propulsore di energia nella macchina è il motore, nel corpo umano invece, macchina perfetta per definizione, il vero motore è l’apparato muscolare, e l’attività fisica è il miglior modo per mantenerlo costantemente in una forma ideale e longeva.

L’importanza dello sport nel motore del corpo umano

Oggi tutti conosciamo l’impatto che lo sport esercita sulla nostra salute. Numerosi studi hanno sottolineato l’importanza dell’esercizio fisico quotidiano: la sedentarietà, infatti, contribuisce all’aumento del peso corporeo, incrementando il rischio di disturbi circolatori e metabolici, soprattutto nella popolazione adulta. Anche per questo, da qualche anno, l’attività fisica è stata inserita nella piramide alimentare consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Negli ultimi decenni si è altresì affermata una tendenza che connette l’attività fisica non solo alla lotta contro il sovrappeso, ma anche e soprattutto al miglioramento della salute del nostro organismo e al benessere psicologico.

Risultato? Le iscrizioni nelle palestre hanno registrato un sensibile aumento e si sono trasformate da spazi di mero allenamento fisico a luoghi dedicati al benessere. Tante sono infatti le attività legate al fitness, come corsa, indoor cycling, indoor biking, esercizi cardio ma anche yoga e stretching, che consentono di mantenere mobile il nostro apparato scheletrico ed elastico quello muscolare, garantendo così un motore sempre in salute.

L’attività sportiva è oggi una componente fondamentale nella nostra esistenza, una vera e propria linfa propulsiva: il carburante migliore per il motore del nostro corpo e per la nostra psiche, che ci permette d’attraversare tutto la nostra vita all'insegna del benessere.

L’esercizio fisico ha inoltre un impatto a livello ormonale: diversi studi condotti sulla leptina, tra gli ormoni coinvolti nella regolazione dell’ingestione e della spesa calorica, compresi l’appetito e il metabolismo, hanno dimostrato che un allenamento costante nel tempo può essere efficace sia nel contenere la fame sia nel ridurre gli spuntini fuori pasto, ovvero per mantenere il motore del corpo sempre performante ed efficiente.

Numerose ricerche condotte sugli effetti cerebrali del movimento hanno poi evidenziato l’utilità dell’esercizio nell’aumentare l’afflusso sanguigno in diverse aree del cervello. L’attività aerobica, come andare in bicicletta o correre, favorisce un miglioramento della microcircolazione all’interno della materia grigia con un conseguente incremento della capacità di memorizzazione e concentrazione. L’effetto benefico a livello neurologico si estenderebbe anche al benessere psicologico contrastando alcuni sintomi depressivi.

Inoltre, l’interazione sociale sembra essere un fattore determinante per la nostra psiche: i livelli di ansia e di resistenza allo stress sono solo alcuni dei fattori presi in considerazione in un ampio studio australiano di qualche anno fa, ricco di analisi neuro-psicologiche effettuate sulla popolazione adulta praticante sport. I risultati hanno convalidato il ruolo positivo dell’attività fisica nella quasi totalità degli individui, sia nel contrastare la patologia depressiva sia nella prevenzione del decadimento neuro-cognitivo. L’allenamento, quindi, inizia dai muscoli - cuore compreso - e arriva al nostro cervello.

Cuore, anima e cervello equivalgono a motore, design e trasmissione.

Energia e la giusta mentalità sono fondamentali per ottenere progressi prestazionali considerevoli, tuttavia ai più sfugge che oltre che essere gli strumenti della vittoria, energia e la giusta mentalità sono le vere ricompense.

/related post

La storia dell’America’s Cup e l'esordio di Luna Rossa

Il trofeo della Coppa America, nasce con il Deed of Gift, l’atto di donazione presentato uf...