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Tutto quello che c'è da sapere sui Mondiali di calcio femminile in Francia

Di Gabriele Ferraresi - LUZ

Anno dispari il 2019, quindi niente Olimpiadi, né mondiali o europei di calcio? Mica vero: perché il mondiale di calcio femminile è quello più interessante dell’estate, e si svolge in Francia fino al 7 luglio.
Perché è il più interessante? Perché il mondiale di calcio femminile - FIFA Women's World Cup di quest’anno marca un punto di svolta nel movimento del calcio femminile. L’ottava edizione di un torneo che si svolge dal 1991 porta in campo in Francia le migliori calciatrici internazionali mai così seguite, mai così sotto i riflettori, mai così protagoniste
Ragazza calciatrice con pallone da calcio sottobraccio
È la prima volta nella storia del calcio femminile che 24 squadre si trovano a disputarsi il successo finale, per un totale di 54 partite suddivise in nove stadi: in termini di copertura mediatica, di sponsor, di pubblico, i mondiali di calcio femminile saranno una pietra miliare, stabilendo i record da superare in futuro. Per dare una dimensione numerica ed economica di quanto la Fifa creda nei mondiali di calcio femminile, il budget per i premi è di 50 milioni di dollari. Più del triplo rispetto all’edizione precedente in Canada, quando era stato di 15 milioni.
È una crescita costante, continua, sana, organica quella delle donne nel calcio, partita meno di trent’anni fa con mondiali di calcio femminile di appena 12 squadre in Cina e che culmina oggi nella sfida di France ’19 per le rappresentative giunte oltralpe da tutto il pianeta.

È un calcio che cresce anche e soprattutto a livello di club quello femminile, con partite che anche in Italia vengono seguite da decine di migliaia di spettatori: come i (e le) 40.000 che hanno assistito a Juventus - Fiorentina il 24 marzo scorso, una sfida finale per lo scudetto all’Allianz Stadium  di Torino che non ha avuto niente da invidiare a un big match da 90’ maschile.

Le squadre partecipanti ai Mondiali di calcio femminile

Chi partecipa ai mondiali di calcio femminile di Francia? Tra le 24 ci sono le campionesse in carica - e tra le favorite per la vittoria finale - degli Stati Uniti, le esordienti totali di Giamaica, Sudafrica e Cile - mai prima d’oggi a un mondiale - insieme a squadre che sono certe di andare avanti nel torneo e dire la loro, come Inghilterra, Francia, Spagna, Giappone - vincitrice dell’ultima edizione - e moltissime altre.
Esercizi di stretching alle gambe pre partita

Il ritorno dell'Italia dopo vent'anni

L’Italia come sistema calcio e quindi ai mondiali di calcio femminile è rimasta un po’ indietro rispetto ad altre nazioni europee, Spagna su tutte: dopo un momento d’oro negli anni ’90 tra il ’99 e il 2014 c’è stato un quindicennio di rallentamento, dove “Mentre l’Italia si fermava, il resto d’Europa correva” ha spiegato la c.t. delle Azzurre Milena Bertolini a Camilla Spinelli su L’ultimo uomo. Ora però il movimento è ripartito e i mondiali  di calcio femminile sono il banco di prova per vedere a che punto sono le azzurre.
La battaglia comincia già dalla fase a gironi dei mondiali di calcio femminile, dove la nostra Nazionale è inserita nel Gruppo C con Australia, Brasile e Giamaica. Temibili soprattutto le carioca e l’Australia, al 6° posto mondiale nel ranking Fifa e forti della stella Samantha Kerr, relativa tranquillità con la Giamaica esordiente assoluta ai mondiali di calcio femminile: ma si sa che i pronostici sono fatti per essere smentiti.

Tante facce nuove, che presto ci abitueremo a vedere sulle prime pagine dei quotidiani sportivi.

L’Italia arriva ai mondiali francesi al 15° posto del ranking Fifa women e a vent’anni di distanza dall’ultima qualificazione, quella degli Stati Uniti nel 1999: nel mezzo una traversata nel deserto con quattro mondiali visti dal divano di casa.  Oggi la rappresentativa allenata da Milena Bertolini mette in campo ai mondiali di calcio femminile giocatrici che arrivano da Juventus, Fiorentina, Milan e Roma e ha una gran voglia di riscatto.
Le premesse per fare bene ai mondiali di calcio femminile ci sono tutte, grazie a una squadra unita con il giusto di mix di individualità e forza del collettivo: e con tante facce nuove che presto ci abitueremo a vedere sulle prime pagine dei quotidiani sportivi. Una su tutte quella della capitana di origini istriane e congolesi Sara Gama, volto dell’Italia globale perfetto per rappresentare ai mondiali di calcio femminile uno sport inclusivo, aperto e contemporaneo.

Le favorite alla vittoria finale

Le favorite per la finalissima dei mondiali di calcio femminile del 7 luglio al Parc Olympique di Lione? Partiamo dalla squadra degli Stati Uniti, campione del mondo  in carica e al 1° posto nel ranking mondiale. Negli USA il calcio femminile è una realtà solida da decenni e lo si è bene o male sempre visto in occasione delle Olimpiadi. Anche dei mondiali di calcio femminile: con tre titoli infatti il team US è l’equivalente del Brasile “pentacampeao” nel calcio maschile, nessuno ha vinto più di loro.
Calciatrice in acrobazia
Fossero solo i titoli mondiali: le atlete della United States Soccer Federation possono lucidare nella loro bacheca la bellezza di otto campionati femminili CONCACAF e dieci Algarve Cup conquistate tra il 2000 e il 2015. Nel passato giocatrici e campionesse come Hope Solo e Brandi Chastain sono diventate celebrità planetarie e nomi noti ben al di là delle cronache sportive, lo stesso accadrà a France ’19: luci su Megan Rapinoe, centrocampista e leader del team, attivista LGBT amatissima dentro e fuori dal campo.

È una crescita costante, continua, sana, organica quella delle donne nel calcio, partita meno di trent’anni fa con mondiali di calcio femminile di appena 12 squadre in Cina e che culmina oggi nella sfida di France ’19.

In passato allenatrice anche di una squadra maschile di professionisti - il Clermont Foot - come ogni leader di buon senso Corinne Diacre mette prima la squadra delle individualità e il gruppo prima dei singoli. A qualcuno lo stile della Diacre in panchina ricorda quello dell’ex juventino e selezionatore della nazionale francese maschile Didier Deschamps. Sui campi di casa dei mondiali di calcio femminile, tutta Francia aspetta le prodezze di Eugénie Le Sommer attaccante in forza al Lione dove vanta 193 reti su 172 presenze, oltre che la bellezza di 74 marcature in nazionale.
Altra favorita per andare avanti nel torneo è sicuramente la Francia, nazione ospitante, 4° posto del ranking Fifa e giunta alla fase a gironi “d’ufficio” esattamente come accade nel calcio maschile. La squadra di casa è allenata da Corinne Diacre: cresciuta in una famiglia della classe operaia, la Diacre è una nel giro delle bleues da ormai venticinque anni prima da giocatrice e poi con una lunga carriera nello staff tecnico.
Rigore
Restando in Europa anche la rappresentativa della Germania al femminile ha ottime possibilità di fare strada ai mondiali di calcio femminile. Al 2° posto nel ranking Fifa, la Deutsche Fußballnationalmannschaft der Frauen è una squadra compatta, rinnovata, titolata - due mondiali vinti contro i tre degli Stati Uniti - ed è anche l’unica qualificata ai mondiali di calcio  femminile ad aver alzato la coppa sia con una nazionale maschile (1954, 1974, 1990, 2014) che con una femminile (2003 e 2007).
Allenamento di una giovane calciatrice
Allenate da Martina Voss-Tecklenburg, le ragazze tedesche arrivano in Francia con il titolo olimpico conquistato nel 2016 da difendere e sono una delle squadre da battere. Punta di diamante della nazionale teutonica è Dzenifer Marozsàn, centrocampista offensiva di origini magiare, classe 1992.
Preparatrice spiega i movimenti con la palla
Anche la squadra femminile del Canada è messa bene ai mondiali di calcio femminile: 5° posto nella classifica mondiale della Fifa, una tradizione che viene da lontano, una squadra che in passato è stata allenata anche dalla “nostra” Carolina Morace e un movimento che per quanto strano possa sembrare alle nostre latitudini sta trainando quello maschile. Sì: in Canada sono proprio le donne le vere protagoniste del mondo del calcio, non gli uomini.
Momento di carica prima della partita di calcio
Quantomeno, non temono paragoni in termini di risultati: John Herdman, allenatore della squadra femminile, nel 2018 è passato a seguire quella maschile. Non è stato un declassamento: quella femminile era più forte. Erano gli uomini ad aver bisogno di una mano.

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