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Niente plastica: siamo millennials

Con l’Unione Europea pronta a mettere al bando la plastica usa e getta entro il 2021, si dovrà iniziare a considerare sempre più necessaria la scelta di vita plastic-free. Se la coscienza ambientalista da sola non aiuta a convincere al grande passo, forse ci riusciranno le tante opportunità di consumo responsabile che sono nate in questi anni.
Comincia spesso come una sfida - magari dopo aver guardato A Plastic Ocean su Netflix o l’ultima puntata dei documentari BBC The Blue Planet di Sir David Attenborough - e si pensa che dopotutto non deve essere così difficile, ma poi ci si accorge con orrore che stiamo bevendo da una cannuccia. Con il senso di colpa di chi ha appena contribuito a rendere la terra inospitale per ogni specie animale ci guardiamo intorno, al supermercato, a casa, in ufficio, e la plastica ci sovrasta, un colonizzatore silenzioso e con l’aspetto innocuo di un’insalata monoporzione.
Un cuore verde, un corpo di plastica: la temibile insalata
Vivere vuol dire avere un impatto ed è ingenuo pretendere di mantenere uno stile di vita in linea con la contemporaneità - viaggiare, consumare, riscaldarsi, comunicare - e essere ecologicamente compatibili con i nostri soli sforzi. Tuttavia, questo non vuol dire che i gesti quotidiani non abbiano importanza.

Quindi, che la sfida abbia inizio.

Una guida sulla via della sostenibilità

Il consiglio zero da cui partire è non pretendere la perfezione, non aggiungere stress e frustrazione alla già congestionata routine, ma vedere il viaggio verso la vita plastic-free come un’occasione per migliorarsi, dare spazio alla creatività e liberarsi da una certa dose di conformismo. E alla lunga anche risparmiare, anche se inizialmente sembrerà l’opposto.

Dove iniziare? Là dove ogni nostro cambiamento trova ispirazione, ovvero Instagram, dove gli evangelizzatori del movimento non mancano.

Tra i più amati e seguite troviamo Lauren Singer (@trashisfortossers), CEO di Package Free e lifestyle influencer a tutti gli effetti, e Bea Johnson (@zerowastehome), scrittrice e attivista del movimento zero waste che, con la sua famiglia di quattro persone, nel 2015 ha prodotto un solo barattolo di rifiuti.
I barattoli di vetro sono degli ottimi sostituti alla plastica
Se nella vostra mente si sta formando l’immagine di una gruppo di bifolchi scarmigliati che vive di caccia e pesca, dissolvetela, perché i Johnson sono una classica famiglia benestante di San Francisco, ma con un esercito di contenitori di vetro a loro disposizione.

Le regole auree

Prima che Bea Johnson pubblicasse il libro Zero Waste Home, il riuso era relegato alle sculture di rotoli di carta igienica di asili e bacheche di Pinterest, ora è difficile trovare qualcuno che non abbia almeno una vaga idea delle sue cinque regole auree - da applicare rigorosamente in quest’ordine: Rifiutare, Ridurre, Riutilizzare, Riciclare e fare il compost.

Rifiutare gli imballaggi in plastica, comprando il più possibile prodotti sfusi, sia freschi che secchi, e ridurre gli acquisti in generale.

Il mercato è un ottimo posto dove comprare cibo plastic - free
Abituati ai supermarket, l’impresa ci sembrerà disperata, ma più il movimento diventa popolare più si moltiplicano le alternative (e in più per cambiare il mondo bisogna fare un po’ di sforzo). I “bulk”, o negozi alla spina - come Negozio Leggero in Italia, Unpackaged a Londra e Fillery a NY  - offrono una shopping experience più accogliente e personalizzata rispetto a quella dei supermercati tradizionali, togliendo le piccole porzioni per single al monopolio delle confezioni in plastica.
Poi ricordiamoci che ci sono i mercati, e se c’è una cosa che piace ai millennial è dire di andare al mercato.

Unpackaged beauty

Non si vive però di solo cibo. Per la cura del corpo, il liberato dalla plastica - che è un bel titolo di cui fregiarsi - ha due opzioni: lanciarsi nel fai da te o affidarsi a uno dei tanti brand che promettono di renderci belli e sostenibili. Un po’ ovunque si trovano consigli per scrub con fondi di caffè, shampoo con uova e creme olio e limone, ma per chi ha meno tempo, la pelle sensibile o non ama profumare come una pasticceria, le soluzioni sono molte e particolarmente trendy.
Quando un rossetto è verde non solo per il colore
Per il makeup l’offerta è leggermente più limitata, ma non mancano eyeliner e rossetti in splendide confezioni di vetro e metallo. In più, non dimentichiamoci che la nuova frontiera del beauty care è lo skincare, quindi il trucco da indossare nel futuro sarà la pelle più pura e naturale possibile.

Il momento è favorevole per scoprire il proprio lato più green e, a ben guardare, la sostenibilità non è mai stata così chic. Quindi, facciamo scorta di barattoli di vetro e metallo, borse in juta e spazzolini di bamboo e andiamo a salvare il mare. O a fare la spesa, come preferite.

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