Scopri e ordina i prodotti Technogym direttamente dal nostro sito;
ti informiamo che le spedizioni e le installazioni potrebbero subire ritardi vista la forte domanda che stiamo gestendo.
Il sito utilizza cookie tecnici propri, cookie analitici di terze parti anonimizzati, e cookie di terze parti che potrebbero profilare: accedendo a qualunque elemento/area del sito al di fuori di questo banner, acconsenti a ricevere i cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso ai cookie, clicca qui.
OK

La Nuova Zelanda punta al benessere dei cittadini con il Wellbeing Budget

Non si sente spesso parlare della Nuova Zelanda e quando succede accade quasi sempre per celebrare le imprese sportive degli All Blacks, i ragazzi del rugby – sport popolarissimo a quelle latitudini – che hanno dato lustro alla nazione oceanica, o per raccontare dei meravigliosi paesaggi naturalistici che fanno da cornice alla trilogia fantasy del Signore degli Anelli.

La Haka, la danza maori eseguita dai giocatori prima di ogni match, e le fughe verso la meta del compianto Johan Lomu sono impresse nell’immaginario collettivo.

Ma negli ultimi mesi la Nuova Zelanda sta facendo parlare di sé anche grazie alla premier Jacinda Ardern e alle sue iniziative politiche che hanno portato una luce quanto meno originale nel panorama globale in tema di benessere.

Trentanovenne, leader del partito laburista, Jacinda è l’enfant prodige della politica neozelandese. Eletta in parlamento per la prima volta nel 2008, a ventotto anni, ha bruciato le tappe diventando, nove anni più tardi, segretaria del partito e, successivamente, primo ministro a capo di un governo progressista che mancava al timone della Nuova Zelanda da nove anni.

I paesaggi mozzafiato della Nuova Zelanda
La giovane donna nativa di Hamilton non si è accontentata, però, di incarnare il ruolo del nuovo che avanza, ma vuole utilizzare la sua energia innovativa per percorrere strade non ancora battute in Nuova Zelanda, che si scostino dal tradizionale agire politico e mettano in dubbio pratiche date per scontate.

In questo solco si innesta la sua prima legge di bilancio, che, tra le novità, presenta il Wellbeing Budget, ovvero risorse che possono essere impiegate per garantire un livello di vita migliore ai cittadini neozelandesi. Perché, secondo Ardern e la sua squadra, la “salute” di un Paese non si misura soltanto tastando il polso al prodotto interno lordo e alle transazioni economiche, ma anche valutando il benessere di chi in Nuova Zelanda vive, lavora e paga le tasse.

Curare non solo le finanze, ma anche il benessere dei propri cittadini
Ecco, quindi, l’idea di prevedere un budget che possa essere utilizzato dai vari ministeri per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Un budget creato per contrastare i problemi principali dell Nuova Zelanda: dal diritto alla salute alla lotta per mitigare le disuguaglianze sociali, fino agli interventi volti a contrastare cambiamenti climatici che minano il concetto stesso di benessere.

Un passo epocale a cui il governo della Nuova Zelanda ha iniziato a lavorare dal primo giorno in cui è entrato in carica e di cui Ardern si è fatta ambasciatrice anche nel corso dell’ultimo World Economic Forum di Davos. Davanti ai grandi leader della Terra il primo ministro ha ribadito che il Wellbeing Budget è il primo passo per cambiare il modo di valutare la salute della nazione, per passare oltre le mere statistiche economiche che, considerate singolarmente, restituiscono una fotografia parziale del Paese.

Nuove proposte dal World Economic Forum 2019
La Nuova Zelanda, ha ricordato Ardern nel suo intervento a Davos, ha una crescita di circa il 3% e una disoccupazione del 3,9%: dati che spingono a essere ottimisti, ma che sono soltanto una faccia della medaglia.

Dobbiamo perseguire il benessere sociale della nostra nazione – ha dichiarato Ardern – non solo quello economico.

5 punti per il benessere della Nuova Zelanda

Ma come funziona nello specifico il Wellbeing Budget neozelandese? In pratica le risorse messe a bilancio dal Ministero del Tesoro potranno essere utilizzate dai vari ministeri per centrare l’obiettivo di “produrre” benessere in Nuova Zelanda. Per il 2019 gli studi del Tesoro hanno evidenziato le cinque aree strategiche che definiscono il concetto di “benessere”, e sulle quali intervenire.

  1. 1. La prima riguarda la riconversione verso la green economy e la spinta strategica per creare un nuovo business legato a questa transizione che abbia ricadute positive sulla popolazione e coinvolga tutta la Nuova Zelanda, dalle varie regioni alle comunità iwi che aggregano i nativi neozelandesi.
Il passaggio ad un'economia più sostenibile e verde
  1. 2. La seconda macroarea copre il campo dell’innovazione tecnologica e le opportunità socioeconomiche connesse. Grazie al Wellbeing Budget verranno varate misure che mireranno a far compiere un salto tecnologico alla Nuova Zelanda, un avanzamento che, secondo le previsioni del governo, può tradursi anche in un miglioramento della vita dei cittadini.
  2. 3. La terza priorità di questo speciale budget è quella di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni maori e del Pacifico attraverso misure volte al sostegno al reddito, investendo in formazione e creando nuove opportunità lavorative e di inclusione sociale.
inclusione nel tessuto sociale anche per i nativi
  1. 4. La riduzione della povertà infantile è un altro punto su cui il budget del benessere andrà a lavorare, con un occhio di riguardo soprattutto ai casi di violenze familiari da cui nascono situazioni di disagio.
  1. 5. Infine, il Wellbeing Budget si prefigge di essere una risorsa importante per dare il là a politiche che abbiano come target gli under 24 e soprattutto il loro benessere socioeconomico.
Il benessere non deve essere escluso per le fasce più giovani della popolazione
Un progetto articolato e molto ambizioso che punta a segnare un cambio di rotta nella lista delle priorità della Nuova Zelanda, ma soprattutto ad aprire la via per un nuovo modo di intendere lo sviluppo, slegandolo dalla dipendenza assoluta dagli indicatori economici.

Il governo presieduto da Ardern si è prefisso di guardare l’andamento della Nuova Zelanda attraverso lenti diverse nei prossimi anni. Dovrà considerare il capitale umano (l’insieme di conoscenze, competenze, abilità ed emozioni acquisite durante la vita da un individuo e finalizzate al raggiungimento di obiettivi sociali ed economici, singoli o collettivi ), il capitale sociale (le relazioni umane), il capitale naturale (l’ambiente) e il capitale finanziario (legato all'economia più strettamente intesa).

La salvaguardia del capitale umano passa soprattutto dal benessere di ogni singolo individuo
Insomma, nell’altro emisfero il dado è stato tratto e ora soltanto il tempo potrà dire se la scelta della più giovane premier del mondo sia stata azzeccata e possa trasformare la Nuova Zelanda nel fiore all’occhiello delle nazioni Wellness.

Di certo a Jacinda Ardern va riconosciuta una certa dose di coraggio in un momento in cui sembra difficile poter pensare oltre i freddi numeri di un bilancio. Nella stessa Nuova Zelanda, infatti, la proposta del governo laburista ha scosso il dibattito politico, portando le forze di opposizione a schierarsi contro il Wellbeing Budget, a loro dire una misura che difficilmente potrà avere un impatto concreto sulla vita di tutti i giorni e che si pone in una posizione di non sintonia rispetto alle esigenze dei cittadini.

Una crescita sostenibile per cambiare rotta al paese ed esportare un modello di successo
Dall’esito di questa contrapposizione di visioni dipenderà la storia politica della Nuova Zelanda e forse la nascita di un nuovo modo di intendere il benessere di una nazione, esportabile anche nel resto del mondo.

/related post

Fase due, il ritorno alla routine sportiva tra allenamento e alimentazione

Il lockdown ha fatto riflettere gli sportivi su quanto sia importante il wellness e il suo mantenime...