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Poké Bowl: la ciotola healthy che fa tendenza

In principio era il sushi, poi è arrivata la poké, un piatto tipico della cucina hawaiiana che, sebbene fosse già popolare negli anni ‘70, ha vissuto il suo momentum negli ultimi due anni con 300 ristoranti aperti solo negli Stati Uniti, a maggioranza featuring Poké, locali in cui il piatto è stato aggiunto al menù esistente. In Europa invece è arrivata prima a Londra nel 2017 e poi a Milano nel 2018 diventando protagonista indiscussa della SS19 del foodie.

Qualora ve lo foste chiesto, si pronuncia Poh-kay, che in lingua locale significa tagliato a cubetti, e nasce originariamente come lo spuntino povero che i pescatori hawaiani preparavano con gli scarti del loro pescato. Infatti il piatto si presentava come un’insalata composta da tocchetti di pesce crudo come tonno (aku) o polipo (he‘e) all’inizio, ora anche salmone, carne o tofu nella versione vegetariana. La ricetta originaria ha risentito dell’influenza giapponese e di altre cucine asiatiche nel condimento che è a base di salsa di soia, edamame, alghe e olio di sesamo.

Poké Bowl, uno spuntino sano ed equilibrato

Non lo si può negare, la Poké Bowl possiamo considerarla come la nuova generazione del sushi ma, a differenza di quest’ultimo, è più semplice da mangiare e fa bene alla salute. L’apporto calorico è davvero basso e il piatto è ben equilibrato grazie al mix di ingredienti healthy.
Riso, cereali o insalata come base, una proteina, a scelta tra le varianti proposte per vegetariani (tofu) e non (pesce crudo e a volte anche carne). E infine i condimenti ( salsa di soia, sesamo,latte di cocco) e il topping (avocado, cavolo viola, wakame, edamame) ricchi di vitamine, antiossidanti e fibre.
Altro pregio è il suo essere wallet-friendly. Il costo di una bowl è basso sia per i consumatori che per i ristoratori. Infatti il prezzo medio di una bowl a Milano si aggira intorno ai 12-14€ che non è tanto considerato la qualità del prodotto che è sempre fresco. E se è vero che in media si spendono almeno 20mila euro per le attrezzature da cucina, per una da poké - bastano due prese elettriche: una per cuocere il riso, l’altra per conservare il pesce. La poké hawaiiana poi è il cibo perfetto per foodie e instagram addicted. Coloratissime, fotogeniche, le bowl sono catnip su Instagram.

Il futuro della poké bowl

Sembra che alla Poké non manchi niente. Bella da vedere, ottima da gustare, la si potrebbe mangiare all'infinito senza sensi di colpa. Si porta in giro e si consuma come pranzo, aperitivo o cena, e per questo da considerarsi a metà strada tra il sushi e il cibo di strada. Viene da chiedersi quando comincerà il suo declino considerato che, trattandosi di raw food non adatto alla stagione invernale, era stata data per spacciata a fine estate.
In America c’è un posto sulla 53esima strada che sforna 800 poké al giorno ma le scorte di pesce stanno finendo per cui presumibilmente la moda della poké potrebbe conoscere una fine quando reperire pesce sul mercato diventerà sempre più difficile.

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