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Presente e futuro del fitness con l’allenamento in realtà virtuale

Abbandoneremo presto le palestre, per allenamenti in altri spazi e contesti con la realtà virtuale e aumentata? Per molti questo potrà essere il futuro, ma per alcune grandi società sportive questo è già il presente. Un’arena virtuale nella quale fare allenamento di hockey è già possibile, ad esempio, riducendo di molto i costi e gli spazi necessari per chi pratica l’hockey su ghiaccio. Una tecnologia, quella degli allenamenti in realtà virtuale che però potrà essere utilizzata anche per molti altri sport.

Allenamenti sul campo, ma senza campo con la realtà virtuale

Allenare il pugilato con la realtà virtuale
Al recente CES 2019 di Las Vegas è stata presentata una piattaforma in realtà virtuale per l’allenamento dei giocatori di hockey, uno degli sport più amati dagli americani. Uno sport costoso, come del resto molti altri, perché necessita di infrastrutture indoor ad alto consumo energetico e con elevati costi di manutenzione e di gestione. Ma anche uno dei tanti sport in cui, oltre all’allenamento fisico e muscolare, riveste grande importanza quello mentale, sia sul piano della concentrazione che su quelli della motivazione, della reattività, della visione, della rapidità di valutazione e decisione, etc.

Nell’allenamento virtuale la maggior parte delle attività sono prive di rischi e, pertanto, il gesto atletico è pulito, lineare, facile da cogliere e da analizzare.

Uno sport in cui l’allenamento per il corpo e per la mente non è mai abbastanza, cosa spesso difficile da fare sul campo. Da qui l’idea, sviluppata in Repubblica Ceca con forte focus per il mercato USA, di realizzare una piattaforma di allenamento in realtà aumentata per consentire agli atleti di allenarsi anche al di fuori dei palazzetti del ghiaccio.

Cosa  serve per l’allenamento in realtà virtuale

Per far funzionare questa piattaforma di realtà virtuale e allenarsi come in un vero palazzetto è sufficiente:

  • uno spazio di meno di 25 metri quadrati
  • il software 3D per la realtà virtuale
  • l’attrezzatura necessaria per immergersi in un’esperienza di allenamento completa, realistica, fruibile e ripetibile in qualsiasi momento.

Un’esperienza completa di allenamento, basata su una cinquantina di possibili esercizi in realtà virtuale e una dozzina di piani di formazione preimpostati, che permettono di migliorare i riflessi e i tempi di reazione, la rapidità di decisione, l'anticipo nei movimenti, l'intelligenza di gioco e la capacità del cervello di elaborare informazioni in modalità multitasking.

Il visore è il futuro dell'allenamento indoor
Quello che una piattaforma di allenamento in realtà virtuale di questo tipo può migliorare è dunque l’attenzione, la concentrazione, la percezione di sé, la conoscenza delle variabili che possono intervenire durante il gioco e molto altro ancora.

Quali prospettive per la realtà virtuale nello sport?

L’esempio di questa nuova piattaforma di allenamento per l’hockey non resterà isolato. Ci sono molti sport che possono beneficiare di sistemi di allenamento in realtà virtuale, aumentata o mista in grado di consentire, oltre ad un notevole risparmio economico, la comodità di poter essere utilizzati al di fuori dagli impianti sportivi e di aumentare le opportunità di allenare la mente e di imparare a gestire meglio anche le emozioni, oltre che il corpo.
Allenare il golf con un simulatore di realtà virtuale
Negli sport automobilistici questi sistemi di allenamento con la realtà virtuale sono già in uso da tempo, sia nelle versioni più semplici che in quelle professionali, sotto forma di costosi e sofisticati simulatori (come  quelli di Formula Medicine), in grado di riprodurre in modo fedele non soltanto l’esperienza di guida, ma anche le accelerazioni e lo sforzo necessario per tenere in pista e per fare ottimi tempi su ogni possibile circuito e tracciato.
Stretching a casa con visore
La stessa metodologia di allenamento con la realtà virtuale avviene per i piloti di aereo e per altre attività, anche in ambito non sportivo. Quello che è certo è che queste piattaforme uniscono in sé molte funzioni diverse e possono rappresentare una valida integrazione al lavoro svolto in campo e durante le competizioni sportive. Come e più che durante gli allenamenti tradizionali, infatti, queste nuove metodologie sono in grado di raccogliere una gran mole di dati e di fornire sofisticati strumenti di analisi.

Allenamento virtuale, dati reali

L’aspetto più interessante dell’allenamento in realtà virtuale è forse proprio la possibilità di ottenere dati in modo molto più semplice ed efficace, da incrociare con quelli ottenuti sul campo per migliorare le attività di allenamento e portarle ad un nuovo livello.
Corsa su tapis roulant e visore: un binomio possibile
Ciò che caratterizza questa modalità di allenamento, infatti, è la possibilità di aggiungere o togliere elementi alle routine di allenamento, stratificando la realtà con cui l’atleta deve confrontarsi per rendere più basilare o più complesso il suo esercizio. Sul campo questo è molto meno semplice da fare, se non addirittura impossibile.

Tutto come se fosse disponibile il ghiaccio del palazzetto in qualsiasi momento.

L’esempio più eclatante è quello legato alla possibilità di infortunio in allenamento, a causa di contrasti con avversari reali, che induce gli atleti a risparmiarsi o ad adottare strategie difensive che poi in gara dovranno necessariamente abbandonare, se non vogliono condizionare negativamente la loro prestazione.
Yoga e VR, il futuro è adesso
Nell’allenamento virtuale la maggior parte delle attività sono prive di rischi e, pertanto, il gesto atletico è pulito, lineare, facile da cogliere e da analizzare. Mettere a confronto i dati raccolti in questo contesto con quelli presi sul campo può riservare molte sorprese e in molti casi può fare una grande differenza, durante la gara.
Tai Chi e visore della realtà aumentata per il tuo allenamento-rilassamento
Ecco perché queste piattaforme di allenamento avranno un grande successo per l’allenamento di molti sport, nei prossimi anni. Non si può nemmeno escludere, pertanto, che chi dispone di locali vuoti e sfitti non possa riconvertirli presto in palestre da allenamento virtuale, cosa che potrebbe ridefinire profondamente il senso stesso del termine allenamento e degli spazi destinati allo sport.

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