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La rinascita dei cammini in Italia

Lo chiamano “turismo lento” e il 2019 sarà l’anno in cui verrà ufficialmente celebrato, ma già da diverso tempo gli italiani sembrano aver riscoperto un nuovo modo di viaggiare e soprattutto un nuovo ritmo al quale muoversi, dettato dalla cadenza dei passi. La domanda di vacanze “green” cresce di anno in anno e aumenta il numero di persone che al consumo di massa predilige la qualità e l’autenticità dell’esperienza di viaggio, scegliendo la possibilità di immergersi con lentezza nel patrimonio diffuso dell’Italia più inedita.
Il nostro Paese ha risposto molto bene a questa tendenza e, se il Cammino franco-spagnolo di Santiago di Compostela – con oltre 250mila pellegrini all'anno – resta senza dubbio il più famoso al mondo, gli oltre 6600 km di tracciati e percorsi culturali, religiosi, artistici ed enogastronomici italiani meritano quanto meno una menzione d’onore.

Perché ci sono particolari e sfumature che solo viaggiando lentamente si possono apprezzare.

Un primo segnale era arrivato nel 2016, quando il MiBACT aveva indetto l’Anno dei Cammini d’Italia, mettendo in luce un fenomeno in costante crescita, che al termine dello scorso anno ha portato alla realizzazione di un portale in cui vengono elencati e descritti i principali cammini italiani, selezionati sulla base di alcuni requisiti fondamentali, fra cui la fruibilità, le condizioni di percorribilità e di manutenzione, i servizi di ristorazione e ricezione offerti, la disponibilità di informazioni per i viaggiatori.
Ma ci sono anche diverse associazioni, come la Compagnia dei Cammini e MovimentoLento, nate con il preciso scopo di diffondere la cultura del viaggio a piedi e tutto ciò che la accompagna.

Una passeggiata tra i cammini più noti e quelli meno conosciuti

Ci sono molti cammini intitolati a santi, che ripercorrono le tappe di vita e i luoghi di fede delle figure da cui prendono nome, come il Cammino di Sant’Agostino, detto anche Cammino della Rosa, perché la sua forma ricorda un fiore con tanto di gambo, che conduce a Pavia; il Cammino di San Benedetto e quello di Sant’Antonio; la Via di Francesco e la Via Lauretana.
Ma esiste anche un percorso dedicato ai briganti, che si snoda lungo le vie di confine tra il Lazio e l’Abruzzo; cammini nei luoghi teatro delle principali battaglie della Prima Guerra Mondiale, come il Sentiero della Pace, che si snoda fra Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

Il patrimonio del nostro territorio è tale che chiunque può trovare la propria strada.

E per citarne ancora qualcuna, magari per stimolare nel lettore la voglia di mettersi in cammino, c’è la famosa Via Francigena, l’antica via dei pellegrini e dei crociati, che da Canterbury, in Inghilterra, scendeva fino a Roma, per poi proseguire verso la Puglia, da dove partivano le rotte per la Terrasanta.
Ci sono le Vie dei Tratturi, una fitta rete di sentieri battuti fino a cinquant'anni fa dai pastori che dagli Appennini scendevano con le loro greggi fino alle pianure della Puglia, perfetti per chi desidera immergersi alla scoperta della tradizione e di borghi senza tempo. E c’è anche il Cammino di Dante, un tracciato circolare che da Ravenna raggiunge Firenze e torna indietro, attraversando i luoghi in cui il poeta visse in esilio e trovò ispirazione per scrivere la sua Divina Commedia.
E ancora, si possono percorrere la Via degli Abati, che si snoda tra la Lombardia e la Toscana, il Sentiero della Pace o quello degli Dei: strade, percorsi, mulattiere che raccontano la propria storia a chi abbia voglia di fermarsi ad ascoltarla.

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