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Sarah Thomas: la prima donna arbitro nel football americano e sei colleghe capofila in altri sport

Domenica 13 gennaio 2019, al Gillette Stadium di Foxborough, casa dei New England Patriots di Tom Brady, va in scena il secondo turno dei play off della NFL - National Football Association, il più famoso campionato di football americano. A fronteggiarsi sono i padroni di casa e i Charges di Los Angeles; sulla carta, la partita non ha storia, troppa la differenza tra le due squadre, e i fatti lo confermano: i Patriots schiantano i californiani per 41 a 28 e iniziano una marcia che li porterà al Super Bowl e al loro sesto titolo.
Palla da basket in mano a donna arbitro
A farla, la storia, quella domenica di gennaio, in uno stadio gremito da un pubblico di oltre 65.000 spettatori, è invece qualcuno che non indossa né la casacca dei Patriots né quella dei Charges: quel giorno una pagina importante di sport la scrive Sarah Thomas, donna di professione arbitro di football americano. Quando alle 13.05 scende nel campo erboso del Gillette Stadium, Sarah Thomas diventa ufficialmente la prima donna ad avere mai arbitrato una sfida di play off della NFL, ovvero l’élite di uno sport che più americano non si può. Per chi non lo conoscesse: il football americano vede 22 giocatori contendersi le iarde segnate sul campo spostando in avanti una palla ovale e cercando di arrivare con essa alla meta.

Il 13 febbraio 2019 Sarah Thomas diventa ufficialmente la prima donna ad avere mai arbitrato una sfida di play off della NFL, ovvero l’élite di uno sport che più americano non si può.

A differenza del rugby, da cui discende, qui si corre di più, si può lanciare l’ovale in avanti e ci sono quindi più contatti fisici e mischie. E per questo i giocatori, marcantoni che spesso superano i 100 chili, sono bardati come moderni cavalieri con caschi e importanti corazze nascoste dai colori sgargianti delle divise. Il football è lo sport più seguito negli Stati Uniti e il pubblico, un po’ per tradizione, un po’ per le caratteristiche del gioco, è prevalentemente maschile; per questo l’avvento di Sarah Thomas non può passare inosservato, e segna un punto decisivo nella storia di questo sport.
Quali sono le donne che per prime con la loro presenza hanno rivoluzionato sport solitamente considerati prettamente maschili? Oltre a Sarah Thomas, quali donne arbitro hanno cambiato la storia degli sport “da uomini”?
La carriera da arbitro di Sarah Thomas, però, non inizia il 13 gennaio a Foxborough. Nativa della cittadina di Pascagoula, nello stato del Mississippi, Sarah Thomas approda alla NFL già l’8 aprile del 2015, quando il suo nome viene annunciato ufficialmente tra quelli degli arbitri permanenti del campionato, facendo di lei la prima donna arbitro nella storia della National Football League.
Guardialinee donna di una partita di calcio
Un evento che scuote il mondo del football e buca il muro dell’informazione diventando di dominio mondiale e aprendo una breccia verso un mondo dello sport più inclusivo e meno polarizzato dalle differenze di genere.
Il percorso da arbitro Sarah Thomas non è stato una passeggiata e ha comportato una lunga gavetta iniziata tredici anni fa nei campionati universitari. Anche Sarah Thomas ha giocato il ruolo della pioniera, diventando la prima donna ad arbitrare una partita di football maschile. L’ascesa era cominciata, e da quel momento Sarah Thomas non ha potuto far altro che spingersi sempre più in alto: nel 2010 è diventata arbitro nella United Football League, una lega minore, e, tre anni più tardi, è entrata nel programma di formazione della NFL.

Verso la meta: le conquiste sul campo di Sarah Thomas

Donna arbitro estrae il cartellino rosso
Poi, nel 2015, la svolta: Sarah Thomas, che nel frattempo è diventata anche mamma di tre bambini, viene inserita nel corpo dei 122 arbitri ufficiali delle partite del campionato. Così, a suon di primati, Sarah Thomas è riuscita ad annullare il pregiudizio e a far incontrare uno sport considerato un affare riservato agli uomini e l’universo femminile.

Nel 2015, la svolta: Sarah Thomas, che nel frattempo è diventata anche mamma di tre bambini, viene inserita nel corpo dei 122 arbitri ufficiali delle partite del campionato.

Un’impresa resa possibile anche dal supporto di voci autorevoli del mondo del football, come quella del coach John Harbaugh, allenatore dei Baltimore Ravens con i quali ha vinto il Super Bowl nel 2012, che nel 2015 le ha predetto un futuro tra i migliori arbitri della categoria grazie alle sue spiccate qualità e alla sua precisione. A distanza di quattro anni si può dire senza dubbio che Harbaugh ci aveva visto lungo.

Donne arbitro: non solo football, non solo Sarah Thomas

Cartellino giallo
Ma se nella NFL Sarah Thomas è stata un’apripista, in un altro campionato statunitense molto popolare, l’NBA -National Basket Association, le donne arbitro sono una realtà da anni. Risale al 1997, infatti, il debutto di Violet Palmer e Dee Kantner tra i giganti della lega di basket più spettacolare del mondo, e quest’anno, tra i sei nuovi ingressi entrati, due sono donne arbitro.
Cartellino rosso esposto da una donna arbitro durante una partita di calcio fra uomini
Anche nel tennis maschile, le donne arbitro – o meglio, giudice di sedia – non sono una novità recente, ma nel 2015 la greca Eva Asderaki-Moore è balzata agli onori della cronaca per essere stata la prima della storia ad arbitrare una finale dell’US Open maschile. Arbitro internazionale dal 2001, Asderaki è così legata al suo ruolo che recentemente ha deciso di dirigere un match su terra anche se incinta, vedendosi costretta a scendere più volte dalla sua alta sedia durante la partita per verificare il segno della palla sul campo.
Donna arbitro nel basket
Venendo agli sport più popolari al di qua dell’oceano, non ci si può non soffermare sull’ascesa che le donne arbitro stanno avendo nel calcio europeo. È del 2017 il debutto di Bibiana Steinhaus in Bundesliga, il massimo campionato tedesco. Il 10 settembre, nello stadio che aveva ospitato la finale della Coppa del Mondo 2006 – quella tra Italia e Francia e della testata di Zinedine Zidane a Marco Materazzi –, Steinhaus scende in campo per la prima volta per dirigere la partita tra Hertha Berlino e Werder Brema. In campo tra le due squadre finisce 1-1.

Sarah Thomas, Violet, Dee, Eva, Bibiana, Cristina e Romina, sette nomi che sono entrati nella storia dello sport, abbattendo, ognuna alla sua maniera, un ulteriore steccato sulla strada verso la parità di genere.

La festa però è in tribuna: sulle gradinate dell’impianto berlinese ci sono più di 50.000 spettatori, tra di loro il presidente della Federcalcio tedesca Reinhard Grindel e tante tifose, incoraggiate dalla società di casa che, per la storica occasione, ha riservato loro biglietti a metà prezzo. Nella Serie A italiana, invece, le donne entrano a far parte della terna arbitrale nel 2010, quando Cristina Cini e Romina Santuari debuttano come assistenti di linea nella partita di campionato tra Bari e Parma.
Sarah Thomas, Violet, Dee, Eva, Bibiana, Cristina e Romina, sette nomi che sono entrati nella storia dello sport, abbattendo, ognuna alla sua maniera, un ulteriore steccato sulla strada verso la parità di genere. Sette storie che sono solo la punta dell’iceberg di un movimento in continua crescita a ogni livello; una pulsione naturalmente inarrestabile, perché la storia sta da quella parte, senza se e senza ma.

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