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10 cose da sapere sul sonno, parte seconda

Qual è l’animale che dorme più a lungo e quanto può resistere un uomo senza dormire? Ma è vero che i giapponesi non dormono mai e che quando ci svegliamo siamo tutti più alti? Ecco qui altre cinque curiosità sul sonno: una sfida senza esclusione di sbadigli.

5 cose che forse dovremmo sapere per dormire sonni tranquilli

6. La nazione dove si dorme di meno

Il Giappone è uno dei Paesi in cui si dorme meno al mondo. Non è raro, però, vedere uomini e donne di ogni età apparentemente addormentati in circostanze del tutto ordinarie. Attenzione: non stanno dormendo, stanno facendo inemuri. La traduzione letterale di questo termine è essere presenti nel sonno (nemuri significa “sonno”; il prefisso i- indica l’essere presenti) e si utilizza per indicare l’atto di addormentarsi sul posto, in qualunque contesto ci si trovi, anche – e soprattutto – in pubblico, senza che questo provochi imbarazzo.
Chi si lascia andare a questi momenti di pausa è molto probabile che lo faccia perché si è letteralmente consumato di lavoro: l’inemuri sarebbe, dunque, un segno di dedizione e completa resa ai frenetici ritmi che la società giapponese impone. La particolarità, però, è che, quando la situazione lo richiede, chi pratica inemuri è in grado di tornare alle proprie attività… in un batter d’occhio.

7. Stranezze del sonno nel mondo animale

Anche nel mondo animale le abitudini curiose non mancano. Ci sono quelli che passano quasi tutto il giorno a dormire: per digerire le foglie di eucalipto di cui è ghiotto, il pigrissimo koala sonnecchia tra le 20 e le 22 ore; il bradipo, dotato di forti artigli grazie ai quali rimane ancorato ai rami degli alberi, si riposa quasi 19 ore al giorno; come tutti i pipistrelli, dorme a testa in giù anche il vespertilio bruno, che la notte va in cerca di cibo e per le rimanenti 18 ore si abbandona al sonno.

L’idea di Bruce McAllister e Randy Garner era quella di battere il record di assenza di sonno, fino a quel momento detenuto da un dj di Honolulu, rimasto sveglio per 260 ore di fila.

Poi ci sono quelli che, invece, dormono davvero poco: gli elefanti si accontentano di sole 2 ore al giorno, così come le giraffe, che di tanto in tanto nel corso della giornata si concedono sonnellini di pochi minuti.

Alcuni animali dormono prevalentemente in piedi, altri solo in movimento, e poi ci sono quelli che non dormono mai: i delfini e le balene, infatti, hanno una particolare capacità, detta sonno uniemisferico alternato, che consente loro di dormire con metà cervello per volta, mantenendo nell’altra i sensi completamente attivi e la possibilità di avvertire pericoli e minacce.

Un cucciolo di bradipo dorme

8. Sonno e altezza

Dormire ci fa diventare più alti. Al mattino misuriamo ben 0,5 cm in più: questo avviene perché i dischi intervertebrali – quei cuscinetti che si frappongono alle vertebre della spina dorsale e hanno funzione di ammortizzare la pressione e, in generale, gli shock che la nostra colonna subisce durante le normali attività che compiamo, rendendone possibile il movimento – di notte non sono sollecitati dal peso e dalla forza di gravità e quindi riprendono la loro forma originaria.
Una coppia dorme serena in treno

9. Il letargo animale

Dopo una lunga preparazione, avvenuta tra i mesi estivi e l’autunno, con l’arrivo della stagione più fredda moltissimi animali – mammiferi, rettili, uccelli e anfibi – cominciano ad andare in letargo: un lungo sonno, o meglio, uno stato di quiescenza necessario per superare le difficili condizioni ambientali.

In questo periodo, gli animali riducono al minimo le proprie attività vitali: cala la pressione sanguigna, il ritmo cardiaco diminuisce fino a pochi battiti al minuto, il respiro si fa lento, la temperatura corporea si abbassa e il metabolismo viene drasticamente ridotto.

La marmotta vive nelle praterie ma va in letargo per lunghi mesi
Fra le specie che detengono il record del letargo più lungo non c’è, come si potrebbe pensare, il famoso ghiro, ma dominano la marmotta dell’Alaska e lo scoiattolo artico, che “dormono” quasi 8-9 mesi all’anno.

Se il letargo invernale è noto ai più, forse, però, non tutti sanno che ci sono animali che vanno in estivazione: una sorta di letargo alla rovescia che consente a pesci, anfibi, rettili e qualche piccolo mammifero di sopravvivere nelle regioni desertiche, in cui il troppo caldo e la mancanza prolungata di acqua renderebbero altrimenti difficile la vita.

10. Record di assenza da sonno

L’uomo senza sonno. Era la fine del 1963 quando, quasi per gioco, due giovani studenti americani, Bruce McAllister e Randy Garner, diedero avvio a un esperimento che in breve tempo attirò l’attenzione dell’intero Paese. L’idea era quella di battere il record di assenza di sonno, fino a quel momento detenuto da un dj di Honolulu, rimasto sveglio per 260 ore di fila.
Fra i due, dopo aver lanciato una monetina, fu Randy il prescelto per la prova, e Bruce, insieme all’amico Joe Marciano, si incaricò di monitorare l’esperimento. Ben presto si unì al team anche un ricercatore dell’Università di Stanford, William Dement, interessato agli studi nel campo del sonno, che aveva letto dell’esperimento su un giornale locale di San Diego, supportando i ragazzi soprattutto dal punto di vista medico.
Scoiattolo artico che si arrampica su un albero
Randy, che si mantenne in buone condizioni per tutto il periodo, manifestò, però, problemi di concentrazione e memoria a breve termine, cambiamenti d’umore repentini, paranoia e allucinazioni, nonché un’ipersensibilità agli odori e ai sapori forti.

Dopo 264 ore senza dormire (l’equivalente di 11 giorni e 25 minuti), Randy Garner poté finalmente chiudere gli occhi: dormì 14 ore di fila e poi altre 10 e mezza, e riprese quindi regolarmente le sue attività, senza registrare – nelle settimane e nei mesi seguenti – significativi effetti fisici o psicologici.

Nel corso degli anni il record di Gardner è stato battuto più volte, ma il suo rimane un caso rilevante perché è l’unico che sia stato studiato e monitorato nel dettaglio. Il Guinness World Records ha inoltre smesso di convalidare primati di questo tipo, per il rischio di danni alla salute dei partecipanti.

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