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La stampa 3D nello lo sport, come raggiungere nuovi primati con la tecnologia

Spesso parlando di stampa 3D si può pensare alla creazione di materiali estremamente tecnici propri del settore automobilistico o aerospaziale. Eppure, la stampa 3D ha ormai raggiunto un ampio campo di applicazioni, che spaziano dalla moda allo sport.

Dai sedili ergonomici (e perfettamente sagomati) ai manubri personalizzati e ad infinite altre possibilità su misura, la stampa 3D sembra oggi offrire numerose possibilità agli atleti che possono permettersi questi accessori totalmente tailor made.

Dall'analisi delle caratteristiche fisiche dell’atleta alla produzione, grazie alle stampanti 3D, le aziende che operano in questo settore possono così vedere i propri prodotti brillare ad altissimo livello e su scala internazionale: alcuni di questi accessori su misura, infatti, sono arrivati ben oltre i podi delle gare locali, ma addirittura fino alle Olimpiadi.

Un esempio nostrano è quello di Sara Bertolasi, che durante le Olimpiadi di Rio 2016 riuscì a competere nonostante un infortunio all’ischio grazie ad uno speciale carrello ergonomico posto sulla propria imbarcazione.

Non si tratta solo di prodotti che migliorano le performance ma, in alcuni casi, questi permettono agli atleti persino di continuare a praticare il proprio sport, in caso di infortuni o problematiche sino ad oggi difficili da affrontare. Un chiaro esempio di come la stampa 3D abbia rivoluzionato l’industria sportiva è con la creazione di protesi tecniche, che hanno permesso ad atleti di tutto il mondo di iniziare o continuare a competere nonostante le loro disabilità fisiche.

Dai prototipi in stampa 3D alle gare

La stampa 3D era già entrata in pressoché tutti i settori della produzione, compresi quelli legati allo sport; tuttavia, in questo ambio il suo utilizzo era limitato alla prototipazione che precedeva la produzione in serie, o a parti molto minori dell’equipaggiamento sportivo.

Seguendo l’esempio delle più avanzate applicazioni in campo medicale (e non solo), negli ultimi tempi le aziende si sono rese conto del potenziale di questa tecnologia ai fini di una produzione al 100% personalizzata, per gli atleti che portano in gara i loro attrezzi e accessori.

Del resto lo sport moderno è arrivato ad un tale livello di competizione che, per fare la differenza, si deve necessariamente ricorrere a ogni minima opportunità di miglioramento.

Ha fatto notizia, ad esempio, al momento della presentazione della macchina per il campionato di F1 del 2019, il fatto che la Scuderia Ferrari abbia scelto di utilizzare, per la prima volta nella sua lunga storia, una vernice opaca: migliore aerodinamica, minor peso, minore aderenza alla monoposto di detriti e frammenti di pneumatico rilasciati dalle altre auto in pista, sono state le motivazioni addotte dai tecnici del cavallino.
Motivazioni che vanno ben oltre la tradizione e il fattore estetico, non secondario per un’azienda come Ferrari, e che spiegano bene come oggi sia necessario operare su ogni possibile leva, per ottenere il massimo in gara.

Leve come la stampa 3D oggi permettono di gestire ogni dettaglio in termini millimetrici, che si tratti di un manubrio, di una leva del freno, di un seggiolino o di un qualsiasi accessorio o indumento sportivo.

Stampa 3D nello sport: infinite potenzialità per superare i limiti moderni

Siamo sempre più vicini al punto in cui, in molti degli sport in cui il fattore umano è ancora determinante, la possibilità di stabilire nuovi primati e di migliorare le performance sarà ridotta ben oltre il millesimo di secondo.

Basta guardare indietro ciò che è avvenuto nel secolo scorso, pur segnato da due guerre mondiali e da numerosi conflitti e criticità, per accorgersi di quanto la tecnologia abbia fatto per lo sport, a partire da attrezzi e accessori che oggi nessun dilettante riterrebbe minimamente in grado di essere di qualsiasi utilità, se non a carnevale.

Dalla prima olimpiade moderna del 1896 alla super tecnologica edizione del 2020 in Giappone, che già si preannuncia sorprendente sotto molti aspetti, ciò che ha davvero fatto la differenza è stato il sempre più spinto apporto delle tecnologie più avanzate.
Lo sport è dunque anche questo, un laboratorio in cui scarpe realizzate con la stampa in 3D, ad esempio, hanno già portato atleti come Shelley-Ann Fraser-Pryce ed Eliud Kipchoge a superare i propri limiti e a ritoccare record mondiali. Ma che ha anche portato atleti con peculiarità genetiche o problemi intercorsi durante la carriera a continuare a gareggiare o ad allenarsi: un esempio è il pluri-iridato Michael Phelps e le sue scarpe, disegnate per alloggiare una speciale suola stampata in 3D che potesse permettere all'atleta di allenarsi in comodità, nonostante il suo 48,5 di piede.

 La stampa 3D per lo sport del futuro

Non occorre fare un grande sforzo d’immaginazione per visualizzare la stampa 3D come una delle principali promotrici dello sport del futuro. Ciononostante, le potenzialità della stampa 3D nel campo dello sport sono ancora tutte da scoprire: basti pensare alla possibilità di stampare durante lo svolgimento di una gara un pezzo di ricambio per la bici rotta o il casco dimenticato a casa i maniera rapida ed economica, ottenendo un prodotto customizzato al 100%.
Difficile quindi individuare una disciplina sportiva in cui la stampa 3D non potrà dire la sua, nei prossimi anni, così come non ne esiste una in cui questo potrà accadere più o meglio che in altre.

Quello che è certo è che la stampa 3D ha già un suo ruolo in moltissimi ambiti legati allo sport e che il suo apporto non si limita più alla prototipazione o agli allenamenti, ma scende sul campo di gara per offrire un apporto concreto e, in molti casi, per cambiare l’approccio degli atleti al loro esercizio.

Sempre più, in futuro, questo significherà supportare gli atleti ai massimi livelli verso la costante ricerca di un miglioramento fisico, psichico e tecnico, con materiali che saranno sempre più parti integranti e punti di forza dell’atleta stesso, anziché appendici esterne da imparare e da gestire.

L'obiettivo finale è quello di utilizzare queste tecnologie di stampa 3D per la produzione su larga scala, dando la possibilità al cliente finale di stampare la propria t shirt da running, piuttosto che le scarpe da calcio o un polsino da tennis. Stiamo, quindi, assistendo ad una rapida evoluzione della stampa 3D nel mondo dell’abbigliamento ed equipaggiamento tecnico-sportivo.

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