Scopri e ordina i prodotti Technogym direttamente dal nostro sito;
ti informiamo che le spedizioni e le installazioni potrebbero subire ritardi vista la forte domanda che stiamo gestendo.
Il sito utilizza cookie tecnici propri, cookie analitici di terze parti anonimizzati, e cookie di terze parti che potrebbero profilare: accedendo a qualunque elemento/area del sito al di fuori di questo banner, acconsenti a ricevere i cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso ai cookie, clicca qui.
OK

Summer detraining: il riposo che serve a ripartire

Di Gabriele Ferraresi / LUZ
L’estate ha un sacco di lati positivi, soprattutto per chi fa sport e si allena spesso, perché il corpo può finalmente tirare il fiato: inoltre nella stagione calda la frequenza della preparazione atletica cambia. Non capita solo d’estate, quando siamo lontani per più tempo dalla nostra fitness routine, anche Natale o Pasqua possono essere periodi dove l’attività fisica rallenta. Le vacanze sono fatte per cambiare le nostre abitudini, e a volte - un po’ come in viaggio per lavoro - è difficile mantenere i ritmi di allenamento che teniamo durante tutto il resto dell’anno.
Non per niente il detraining - o deallenamento - estivo è una paura abbastanza classica per gli sportivi, che merita un approfondimento. Perché non è affatto detto che rallentare la cadenza dei nostri allenamenti durante le vacanze sia un problema, anzi. Potrebbe essere un’ottima opportunità.

Perché il nostro corpo deve riposare?

Sì, perché per quanto il corpo umano sia una macchina perfetta, è una macchina viva e ha bisogno di riposarsi, soprattutto dopo un anno che magari è stato intenso, fatto di sedute alla panca, di gare, di maratone, di sveglie all’alba e chilometri e chilometri corsi nel buio, di appuntamenti in palestra rispettati con rigore svizzero.  Riposarsi un po’ dopo tutta questa fatica è perfettamente ok e fa bene. Le vacanze e l’estate ci offrono proprio questa possibilità, sta a noi sfruttarla con intelligenza: a settembre, e anche prima, i nostri muscoli ci ringrazieranno e saranno pronti a riprendere l’allenamento al meglio.

Che cos’è il detraining?

Ma che cos’è il detraining? Nel suo significato originale il detraining è la riduzione piena o parziale della nostra attività fisica consueta. Può capitare non solo per le vacanze estive, ma magari perché la stagione sportiva è conclusa, perché abbiamo avuto un infortunio, o perché ci siamo ammalati e abbiamo avuto l’influenza per qualche giorno.
Ciò che conta per tutti gli sportivi è che più stiamo fermi più le conseguenze si fanno sentire: resistenza, forza e massa lentamente diminuiscono. Ma davvero su un corpo allenato durante tutto l’anno, magari più volte a settimana, bastano poche settimane di deallenamento per perdere tutta la tonicità, la freschezza, la forza, guadagnate nel corso di dodici mesi? La risposta è semplice: no.
Prendersi qualche giorno o anche un’intera settimana di stop non totale dal nostro training consueto non è detto che danneggi i passi in avanti che abbiamo fatto con tanto sudore.

Il detraining degli atleti

Molti atleti infatti scelgono esattamente questa strategia prima delle competizioni, programmando una settimana di pausa dagli allenamenti anche ogni otto o dodici settimane. I maratoneti per esempio scelgono di arrivare al limite con la preparazione atletica circa due settimane prima della corsa; da lì in poi comincia il tapering, diminuendo l’intensità delle sedute di preparazione fino alla gara vera e propria dove si deve arrivare freschi.
Per i ciclisti vale più o meno la stessa cosa: anche per chi sceglie di pedalare la perdita della forma è un’ossessione e l’estate una minaccia. Invece no, esattamente come per ogni sportivo e ogni atleta, anche il ciclista ha bisogno di riposarsi dalla fatica accumulata per mesi. Infatti la riduzione progressiva degli sforzi di allenamento con il tapering è la strategia pregara ottimale anche tra fughe, tappe, e gran premi della montagna.
La funzione principale dell’allenamento - nel ciclismo come in ogni attività sportiva - è quella di stressare il nostro corpo per indurre delle modifiche strutturali a livello muscolare e cardiovascolare: perché il nostro corpo si adatti, perché cambi, ci vuole tempo. Dalle quattro alle otto settimane, per vedere e sentire risultati significativi. Almeno nel ciclismo, ci vuole esattamente lo stesso tempo di stop per perdere tutto quel che avevamo guadagnato con fatica e tornare nella condizioni iniziali.


Video

Group Cycle e l’allenamento indoor

Al rientro dalla stagione estiva, una pedalata indoor anche breve può aiutare a ripartire al meglio con le uscite indoor durante i mesi autunnali, ancora meglio se in compagnia.   Che si vogliano bruciare calorie, preparare gare, o mantenersi in forma Group Cycle Ride risulta un’esperienza di ciclismo indoor completo e molto realistico.
La bike Group Cycle è stata studiata per rendere il rider protagonista di una pedalata che sembra ambientata su strada. Il sistema di trasmissione offre offre una sensazione fluida e realistica. Se conoscete già il mondo dello spinning non potrete che apprezzare l’evoluzione dell’esperienza fornita da Group Cycle Ride.
Le regolazioni on-the-fly con un tocco solo, permettono un riposizionamento ideale di manubrio e sella, mentre il manubrio garantisce una presa solida e differenziata allo stesso tempo. Ecco perchè una pedalata su Group Cycle assomiglia così tanto a quella delle bici da strada.
Non è però quando ci alleniamo che cresciamo: quando ci alleniamo generiamo lo stress che poi, nei momenti di riposo tra una seduta di allenamento e l’altra, il nostro corpo trasforma in qualcosa di positivo. Moltiplicando questo schema per mesi e mesi, o magari anche anni di attività sportiva, il risultato è sentirsi in forma, insomma, sentirsi meglio: ma non è l’allenamento in sé che ci fa stare meglio, è la risposta a riposo del nostro corpo a farci stare meglio. Tutto valido anche se frequentiamo la palestra, magari ogni giorno. Tra l’altro se la frequentiamo ogni giorno - da amanti del fitness, non da atleti professionisti - potremmo stare un po’ esagerando e uno stop essere positivo per i nostri muscoli e il nostro corpo.
Ribaltando la prospettiva quindi, l’estate, con il suo tempo libero e con il suo cambio dei ritmi di allenamento ci permette di organizzare una specie di tapering naturale, spontaneo. Ridurre l’intensità dei nostri allenamenti, per recuperare definitivamente la stanchezza accumulata nell’anno passato. È un trucco che i coach, per esempio nell’NFL - la National Football League statunitense - conoscono benissimo, e infatti consigliano ai loro giocatori di prendersi a stagione conclusa un bel periodo di pausa. Niente allenamenti, relax, magari qualche altro sport da praticare per tenersi in una forma decente: ma meglio stare lontani da mischie e palla ovale.
La cosa migliore per tutti, durante l’estate e al termine della stagione, sia per i pro che per gli appassionati, è trovare un’altra attività sportiva da praticare senza estremismi e con buonsenso, magari lontanissima da quella che si pratica abitualmente.

/related post

Fotografia e sport: una storia in continua evoluzione

Osservare l’evoluzione delle immagini delle competizioni sportive restituisce un appassionante rac...