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Il tennis tavolo, uno sport democratico dalla storia ultracentenaria

Esistono sport democratici, nel senso più lato del termine? Discipline che possano essere praticate da tutti, senza distinzione di età, sesso o ceto sociale? Attività da svolgere d’estate come d’inverno, al chiuso e all’aperto? Corrisponde senz’altro a questo identikit il tennis tavolo, conosciuto anche come ping pong: uno sport che non richiede significativi investimenti in termini di attrezzatura e non necessita di spiccate qualità atletiche o particolari spazi.

Bastano una racchetta, una pallina e un tavolo da gioco da un lato, e nient’altro che la voglia di cimentarsi in uno sport, molta concentrazione e una discreta dose di coordinazione.

Bastano una racchetta, una pallina e un tavolo da gioco da un lato, e nient’altro che la voglia di cimentarsi in uno sport, molta concentrazione e una discreta dose di coordinazione dall’altro, e la magia del tennis tavolo è fatta. Del resto, si dice che praticare il ping pong sia come “giocare a scacchi correndo i cento metri”: ci vogliono l’astuzia e l’intelligenza di uno scacchista ma anche una prontezza impareggiabile; bisogna pensare alle mosse nella frazione di secondo che passa tra un servizio e una risposta, cercando di indovinare l’azione dell’avversario e prevedendo il movimento della pallina.

Le regole del tennis tavolo

Slow motion di un colpo a una pallina
Il tennis tavolo si può giocare in uno contro uno o in doppio, proprio come il tennis, da cui il tennis tavolo mutua anche la regola principale, quella del rimbalzo nel campo di entrambi giocatori durante il botta e risposta. Si mette a segno un punto quando l’avversario non realizza un servizio valido, se sbaglia o manca una risposta, oppure nel momento in cui effettua un colpo al volo, cioè senza attendere che la pallina ricevuta abbia rimbalzato una volta sul proprio campo.
Un match di tennis tavolo si compone di cinque set (o partite) e vince chi se ne aggiudica tre. Ogni set si conclude al raggiungimento degli undici punti, ma quando la differenza tra i contendenti è inferiore ai due punti si procede a oltranza, finché uno dei due non abbia sopravanzato di due punti l’altro. Insomma, poche regole chiare per lasciare spazio a un gioco che tiene impegnati il corpo e la mente, facendone l’attività ideale per ogni tipo di giocatore: uno sport che mette alla prova mobilità articolare, velocità nei movimenti ed equilibrio nei gesti.
Pallina, racchetta e tavolo: gli elementi del ping pong
Indicato per i bambini, perché aiuta a migliorare la coordinazione e la concentrazione, ma anche per gli adulti, perché, oltre a consentire un ottimo esercizio aerobico, grazie all’impegno mentale che comporta il tennis tavolo può essere un buon anti-neurodegenerativo. Non a caso, negli Stati Uniti da qualche anno sono comparse tavoli da ping-pong nelle case di riposo e di cura per anziani; la Sport and Art Educational Foundation - SAEF, infatti, ha studiato un programma di ping-pong terapia per malati ai primissimi stadi dell’Alzheimer o affetti da demenza senile.

La storia del tennis tavolo

Tra i suoi punti di forza, questo sport annovera anche una storia affascinante e ultracentenaria che merita di essere ripercorsa, dalla sua comparsa, sul finire del XIX secolo, alla consacrazione come disciplina olimpica nel 1988, fino ai giorni nostri. Oltre un secolo di storia che ha portato il tennis tavolo a diventare uno degli sport più praticati al mondo (si stima un bacino attorno ai 40 milioni di giocatori).
Tavolo da tennis tavolo per giocare a ping pong
Tutto inizia negli anni Ottanta dell’Ottocento, quando il tennis tavolo fa la sua comparsa come passatempo per i nobili inglesi. “Fratello minore” del tennis, assume per la prima volta il nome di “tennis tavolo” nel 1884, nel momento in cui le due racchette e la pallina entrano nel catalogo di giochi del venditore internazionale F.H. Eyres. La nascita ufficiale della disciplina viene però fissata l’anno successivo, quando l’inglese James Devonshire brevetta il tennis tavolo.

Le origini del tennis tavolo

Inizialmente il tennis tavolo era uno sport non facilmente giocabile e lontano anni luce dalla velocità che raggiunge oggi: le racchette potevano essere simili a tamburelli o dotate di incordatura, e le palline erano realizzate in gomma o sughero. In ogni caso, i rimbalzi erano imprevedibili e il gioco ne risentiva in quanto a fluidità. Solo con l’inizio del Novecento, e l’arrivo delle prime palline di plastica, il tennis tavolo acquista un’identità più chiara e maggiore attrattiva.
Colpo sotto rete
Da quel momento la disciplina – che proprio per il rumore generato dal tocco delle nuove palline sul tavolo assume anche il popolare nome di “ping-pong” – non conoscerà più momenti di declino, diffondendosi in Europa e prendendo piede anche in Asia, con Cina, Giappone e Corea a giocare la parte dei pionieri.

Le impugnature del tennis tavolo

Nel 1926 nasce la International Tennis Table Federation - ITTF, e, nello stesso anno, a Londra, si svolge il primo mondiale della storia del tennis  tavolo che vede l’affermazione dei pongisti ungheresi, sia negli incontri individuali sia nei doppi. Negli anni nasceranno due scuole di pensiero e due interpretazioni diverse del tennis tavolo, distinguibili soprattutto dal rispettivo modo di impugnare le racchette.
Pallina da tennis tavolo
Quella occidentale, con l’impugnatura della racchetta a tre dita, il pollice da un lato e l’indice steso, basso, dall’altro; quella orientale, con la tecnica detta “a penna” perché ricorda la postura delle dita durante la scrittura. Due modi antitetici di vivere lo sport, ma anche due mondi lontani che trovano nel ping-pong ciascuno il suo modo di esprimersi.

L'evoluzione del tennis tavolo

Ma l’evoluzione del tennis tavolo non era finita: nel 1951 viene introdotto un nuovo tipo di racchetta, chiamata sandwich, che velocizza ulteriormente il gioco. In pratica viene inserito uno strato di gommapiuma tra il legno della racchetta e il rivestimento di gomma. Gli anni ’50 segnano anche un’altra svolta nella storia di questo sport: nel 1954 Mao Zedong dichiara il tennis tavolo sport nazionale cinese e ne sostiene la diffusione in tutta la Repubblica Popolare, facendo in pochi anni degli atleti cinesi i più forti del mondo.
Racchetta rossa, tavolo azzurro e pallina gialla
Addirittura il tennis tavolo arriva ad assurgere a simbolo di disgelo nelle relazioni tra due potenze come Cina e Stati Uniti: la celebre diplomazia del ping-pong raggiunge il suo apice emozionale e narrativo con la visita dei pongisti statunitensi in Cina nel 1971, fungendo, di fatto, da apripista per l’incontro ufficiale tra Richard Nixon e Mao Zedong nel paese asiatico.

Il tennis tavolo oggi

Oggi il tennis tavolo è uno sport praticato in ogni angolo del pianeta, tanto che tutti i continenti sono rappresentati all’interno della ITTF, che originariamente riuniva solo Austria, Cecoslovacchia, Danimarca, Galles, Germania, India, Regno Unito, Svezia e Ungheria. La European Table Tennis Union - ETTU, con 58 federazioni affiliate, è la più rappresentata, seguita dall’African Table Tennis Federation - ATTF con 51 e dall’ Asian Table Tennis Union - ATTU con 45.
Movimento di un colpo a tennis
Quest’ultima però, grazie agli atleti cinesi, occupa per intero il podio nel ranking individuale maschile. Il numero uno è Fan Zhendong, classe 1997, che da anni primeggia a livello internazionale: la sua ascesa è stata inarrestabile. Nel 2012, a soli 15 anni, entra nella squadra nazionale e nel 2013 diventa il più giovane vincitore di due open consecutivi nell’ITTF World Tour, aggiudicandosi le tappe di Germania e Polonia. L’anno successivo, a Tokio, vince con la squadra cinese il primo dei suoi tre titoli mondiali per squadre.
Pallina gialla e tavolo nero
Nel mezzo, aggiunge alla collezione due coppe del mondo individuali e una in doppio, più una serie lunghissima di vittorie nel circuito internazionale che lo ha portato, a 21 anni, in cima alla classifica mondiale dei pongisti. La Cina domina anche sul versante femminile con Ding Ning, che, tra competizioni singole e a squadre, è stata capace di vincere tre ori olimpici – ai giochi di Londra 2012 e Rio 2016 – e quattro mondiali, diventando, nell’ultimo decennio, uno dei punti di riferimento per questo sport.

Fan Zhendong, classe 1997, da anni primeggia a livello internazionale: la sua ascesa è stata inarrestabile.

Se vi state interessando per la prima volta al tennis tavolo è improbabile che raggiungiate i risultati di Fan Zhendong o Ding Ning, ma sicuramente siete ancora in tempo per prendere in mano una racchetta e mettervi alla prova su un tavolo da ping-pong, magari coinvolgendo qualche amico in questo sport che più democratico non si può.

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