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Tecnologie emergenti 2019: come possono aiutarci e gli effetti che avranno nel futuro del benessere e dello sport

Il 2019 comincia con buoni propositi e previsioni sostenute da report ricchi di dati che già sono in grado di raccontare molto del mondo delle tecnologie emergenti.

Lux Searching ha pubblicato sul suo blog un’interessante analisi che individua cinque tecnologie emergenti, spiegando le ragioni che le qualificano come le più rilevanti del panorama attuale. Osservando le tendenze, si nota una grande interdipendenza tra di esse.

Connettività tra i nostri dispositivi e gli smart object

Dalla fantascienza ai giorni nostri: tecnologie emergenti in machine learning e intelligenza artificiale

Sembra passato un secolo dai malinconici androidi di Blade Runner. Nel frattempo, l’intelligenza artificiale è diventata una realtà e i progressi nel settore sono stati vertiginosi. Malgrado si parli sempre più spesso di AI e di apprendimento delle macchine, entrambi rimangono argomenti piuttosto fumosi, soprattutto per i non addetti ai lavori.
AI is no longer the stuff of movies
Per avvicinare le persone al machine learning, Google ha messo a disposizione sul sito Teachable Machine, un esempio concreto di come funziona questo tipo di tecnologie emergenti, uno strumento efficace per capire come si “allenano” le macchine e come imparano a svolgere attività in modo naturale grazie all'esperienza, senza essere state preventivamente programmate.

Cos’è il machine learning?

Il machine learning è un ramo dell’intelligenza artificiale, ovvero quella branca dell’informatica che si occupa di progettare e realizzare hardware e software in grado di dotare le macchine di caratteristiche ritenute specificamente umane, come il riconoscimento visivo, e che esulano dalla semplice capacità di calcolo.

Nata nel 1956 grazie a John McCarthy, ha come scopo la risoluzione di problemi complessi attraverso un ragionamento che si avvicina a quello umano. L’esempio più noto di intelligenza artificiale è Deep Blue, la macchina realizzata da IBM che è stata impegnata in una sfida scacchistica contro Gary Kasparov: inizialmente ha prevalso il campione russo, ma, partita dopo partita, affinando il proprio gioco attraverso l’apprendimento, Deep Blue ha avuto la meglio.

Kasparov vs. Deep Blue: scacco matto
Oggi l’AI utilizza reti neurali e algoritmi complessi inseriti in sistemi intelligenti per far sì che la macchina sia in grado di prendere decisioni, come nel caso delle auto a guida autonoma (driverless), tecnologie emergenti attualmente in via di sperimentazione.

Secondo i dati di Lux Searching, nel 2018 sono stati registrati oltre 10.000 brevetti AI e l’applicazione di queste tecnologie emergenti interessa settori come il retail, la logistica, i trasporti, la medicina e molto altro.

L'Intelligenza Artificiale renderà i nostri processi quotidiani più veloci
Per quanto riguarda l’ambito sportivo, assistiamo già all’impiego di tecnologie emergenti in grado di gestire un’enorme mole di dati ed elaborarli per sviluppare strategie di gioco efficaci o per suggerire possibili strade per migliorare le performance, strumenti del cosiddetto coaching 4.0.

Oggi l’AI è entrata anche nel mondo delle gare automobilistiche con l’impiego, nella Formula 1, degli strumenti di Amazon Web Services per elaborare in tempo reale i dati di gara e aiutare i team a prendere decisioni, come quando effettuare un pit stop per il cambio gomme, o a valutare le prestazioni dei piloti.

È entrata nell’NFL statunitense, dove viene impiegata per il calcolo delle statistiche delle squadre – visibili sulla piattaforma NG – offrendo agli appassionati la possibilità di approcciare l’evento sportivo in maniera molto più approfondita.

Tennis is but one of the sports adopting AI
Come si vede in Hudl, tutti gli sport di squadra sono interessati dall’AI , ma anche discipline individuali, come il tennis, non sono da meno: nel 2018 Wimbledon ha ufficialmente introdotto Watson, il sistema di infrastrutture informatiche che costituiscono l’AI del torneo, in grado di offrire numerose funzionalità automatiche, tra cui applicazioni per gli utenti di facebook Messenger, e che mira a implementare contenuti di realtà aumentata nel corso del 2019.

Senza dimenticare la possibilità di offrire al pubblico un’esperienza dello sport più ricca e personalizzata, grazie all’offerta di contenuti finora inimmaginabili.

Migliora la tua performance: tecnologie emergenti wearable

Dai primi dispositivi indossabili alle tute aptiche, il campo delle applicazioni delle tecnologie emergenti indossabili si è decisamente ampliato alla Internet of Things, l’Internet delle cose (che dal 2020 dovrebbe consolidarsi grazie alla diffusione della rete 5G), la human augmentation, i materiali programmabili, la protesica, la stampa 3D e molto altro.

Le tecnologie emergenti più in voga tra i wearable

Tra le tecnologie emergenti wearable più note ricordiamo:

  • smart glasses: sono in tutto e per tutto simili a degli occhiali da vista, ma nella montatura contengono un microproiettore che riproduce immagini nell’area periferica della visuale o al centro del campo visivo. Dopo un debutto debole, le grandi aziende tecnologiche stanno nuovamente investendo per lanciare sul mercato smart glasses più funzionali ed esteticamente più piacevoli. Sono in fase di sperimentazione anche lenti a contatto smart, ma al momento non si hanno notizie certe di possibili lanci commerciali.
  • fitness tracker: chiamato anche fit band, è un braccialetto in grado di monitorare una serie di parametri tra cui andamento del sonno, numero di passi e battiti cardiaci, e di misurare le performance sportive.
  • smart watch: si tratta di un dispositivo che offre una serie di funzioni digitali che permettono il funzionamento di app terze. Ne esistono moltissimi tipi, che differiscono per tipologia di schermo, RAM, sistema operativo e, naturalmente, prestazioni. Di solito offre strumenti come il GPS, il contapassi e la misurazione della frequenza cardiaca, e può essere un’alternativa polifunzionale, ma più costosa, al fitness tracker.

Il futuro delle tecnologie emergenti nel mondo wearable

Per la loro natura specifica, oggi possiamo considerare i wearable come un tramite attivo tra il corpo e l’ambiente che lo circonda. Queste tecnologie emergenti in grado di raccogliere dati e svolgere funzioni diversificate che spaziano dalla rilevazione di parametri vitali (l’ECG, per esempio) alla telemedicina, dai pagamenti alla misurazione delle performance sportive – come nel caso delle maglie con sensori indossate dai team sportivi, o delle sneaker autoallaccianti gestibili tramite app su smartphone – fino alle protesi ossee e al supporto alle persone disabili.

Quest’ultimo aspetto risulta particolarmente interessante: cambiare paradigma, rileggendo quelli che fino a oggi sono stati considerati come dispositivi di mobilità (come una sedia a rotelle) alla stregua di una tecnologia wearable, apre scenari inediti, come spiega Disruptive Disability nel suo manifesto.

I pagamenti sono ora possibili solo toccando il vostro smartwatch
Tra esoscheletri, braccialetti come Embrace, che prevede le crisi convulsive, e dispositivi tattili per potenziare la comunicazione nelle persone sordo-cieche, queste tecnologie emergenti promettono di rivoluzionare sia la vita quotidiana delle persone, sia il mondo dello sport.

In questo campo, le tecnologie emergenti dove sono già presenti in maniera pervasiva sia a livello professionale che amatoriale, essenziali per la costruzione di un’attività di training all'avanguardia, come raccontato in un panel dedicato all’interno del CES 2019 di Las Vegas.

Tessuti intelligenti

Nel 2019 ci si aspetta un ulteriore balzo in avanti che riguarderà alcune specifiche tecnologie emergenti, come l’utilizzo di materiali sempre più avanzati – come i cosiddetti “tessuti intelligenti”, che comprendono, per esempio, l’integrazione di sensori e/o nanofibre – lo sviluppo di chip embedded e sensori sempre più sofisticati e meno invasivi.

Trasformare le tue idee in realtà: tecnologie emergenti nella Stampa 3D

Qualche anno fa, il debutto della stampa 3D fece gridare a un’imminente nuova rivoluzione industriale. L’entusiasmo iniziale dovette fare i conti con una diffusione delle stampanti meno capillare del previsto, sebbene si sia verificata comunque una rilevante espansione del settore.

Oggi si parla di un nuovo giro di boa per queste tecnologie emergenti, grazie all’ampliamento della gamma di materiali stampabili, tra cui i metalli, e al perfezionamento dei sistemi di produzione.

Le previsioni riportate da Agi stimano che il giro di affari legato alle vendite di stampanti, materiali e servizi dovrebbe raggiungere i 2,7 miliardi di dollari nel 2019 e i 3 miliardi nel 2020.

Tra le applicazioni della stampa 3D, il settore dello sport si pone in primo piano: partendo dai prototipi, questa tecnologia offre la possibilità di creare un numero elevato di modelli a costi ridotti, stampando in simultanea pezzi che presentano un alto numero di varianti, il tutto in un tempo inferiore di quello previsto dalla produzione tradizionale.

La stampa 3 renderà la creazione di articoli ad hoc economica e veloce
A ciò si aggiunge la possibilità di realizzare pezzi di ricambio in tempo reale, un’applicazione che interessa il settore delle gare sportive, dove, per esempio, si potrà produrre in loco, a seconda delle necessità, il pezzo mancante di una bicicletta rotta.

Oggi creare pezzi su misura significa sfruttare le tecniche di reverse engineering e stampa additiva: è il caso della produzione di caschi, che possono essere perfezionati al millimetro, ma anche di scarpe, plantari, tute e qualunque altro accessorio, garantendo un livello di customizzazione fino a poco tempo fa impensabile.

Il mondo dello sport sta integrando massicciamente questa tecnologia nei processi produttivi
La stessa precisione e personalizzazione è applicabile a parti meccaniche come le pinze dei freni (che interessano il settore dell’automotive e del motociclismo, ma anche del ciclismo), le impugnature delle racchette da tennis o a qualsiasi altro elemento degli equipaggiamenti sportivi.

Tra le tecnologie emergenti più interessanti spicca inoltre la cosiddetta stampa 4D, ovvero la stampa di materiali che si modificano nel tempo, come i cosiddetti “metalli a memoria di forma”.

Chiamati anche smart metals; si tratta di composti metallici che, una volta deformati, tendono a riassumere la forma originale per effetto di un semplice riscaldamento.

Tale proprietà di shape memory appartiene anche a speciali polimeri che presentano capacità di recupero della forma meno definitive dei metalli ma una varietà maggiore di possibilità di attivazione e versatilità.

Si tratta tecnologie emergenti la cui sperimentazione interessa primariamente la medicina (per fare un esempio, pensate a un farmaco contro la febbre che, invece di essere assunto per via orale, venga rilasciato una volta rilevata la variazione di temperatura corporea) ma le cui applicazioni, ancora una volta, aprono opportunità ancora tutte da considerare.

E l’uomo creò l’uomo: tecnologie emergenti ed editing genomico

Immaginate un software in grado di individuare un elemento qualunque di un file enorme e sostituirlo: l’editing genomico CRISPR funziona proprio così.

Si tratta di una tecnica che sta rivoluzionando il settore della medicina, economica ed efficace, di enorme potenziale. Come spiega in un'intervista la ricercatrice Anna Meldolesi, autrice di E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico (Bollati Borlinghieri, 2017):

Possiamo immaginare CRISPR come una macchina molecolare, costituita da una proteina che è programmabile, a cui possiamo dare delle istruzioni per indirizzarla in punti precisi del DNA, ovvero quelli che ci interessa modificare. È una proteina capace di tagliare il DNA, proveniente dal mondo microbico: i batteri usano questo sistema per tagliare il DNA dei virus che li attaccano.

Le applicazioni potenziali sono moltissime e vanno dalla correzione di mutazioni genetiche alle modifica di piante, animali ed esseri umani, per fini alimentari, terapeutici o di ricerca.

I primi alimenti biotecnologici sono già pronti e sono in fase di valutazione da parte dei governi, in attesa di debuttare sul mercato. Non vanno però confusi con gli OGM, il cui DNA è stato mescolato con quello di un’altra specie allo scopo di sviluppare un carattere preciso: l’esempio più noto è il cosiddetto mais BT, creato per resistere agli erbicidi e agli attacchi delle larve degli insetti. L’editing genomico lavora sul DNA degli alimenti come un bisturi, per esempio attivando o “spegnendo” un gene che regola la produzione di glutine o di un grasso saturo.

CRISPR in sintesi
Le regole del mercato sono ancora tutte da scrivere, tenendo conto, innanzitutto, della sicurezza dei cibi modificati e della risposta dei consumatori che, interpellati da uno studio condotto da ricercatori dell’Università dell’Arkansas e pubblicato dal Global Food Security, sembrano al momento percepire in maniera sostanzialmente simile gli OGM e i cibi CRISPR.

Va da sé, però, tecnologie emergenti come queste sono di grande interesse per il mercato alimentare e farmaceutico: la ricaduta diretta sul mondo del benessere e dello sport è evidente, con la possibilità di creare alimenti “su misura” indicati per esigenze legate ad attività specifiche, così come l’ipotesi di personalizzare le terapie farmacologiche e i preparati medicali per lo sport.

Le diete potranno essere costruite con una precisione ancora maggiore di quanto avvenga oggi, a seconda delle necessità dell’atleta e delle varie fasi dell’attività sportiva.

Vedi il mondo con occhi nuovi: tecnologie emergenti nella Realtà Aumentata e Realtà Virtuale

Cambiare una gomma dell’auto seguendo un tutorial che viene riprodotto da un paio di smart glasses, inquadrare un’opera d’arte attraverso la videocamera del proprio smartphone e leggere le informazioni che potrebbe offrire una guida, passeggiare per una città e ricevere informazioni utili su cosa si sta vedendo, sugli hot spot e sulle strade migliori, giocare in maniera immersiva (ricordate Pokemon Go?).

Il piano reale e quello virtuale si mescolano: la realtà aumentata piace e la richiesta questo genere di tecnologie emergenti che forniscono questo tipo di servizio è in continua crescita; allo stesso tempo, anche la realtà virtuale continua ad allettare il pubblico, alla ricerca di esperienze immersive sempre più convincenti.

Il Pokémon più sano che tu possa mai catturare
Nielsen stima un giro di affari per queste due tecnologie emergenti che per il 2019 potrebbe sfiorare i 7 miliardi di dollari, grazie anche al miglioramento dell’hardware, che vede l’ingresso sul mercato di visori stand-alone che non necessitano del supporto di pc, smartphone e fili, e della resa grafica, che sta ovviando al problema della sensazione di nausea correlata all’utilizzo di visori VR sperimentata da alcuni utenti.

Secondo le stime di Superdata, però, la AR è destinata a prevalere sulla VR, con un superamento definitivo nel 2021, grazie agli investimenti in termini di app dei grandi player tecnologici.

La Realtà Virtuale 3D può portarti in nuovi mondi
Quello che si è visto in questi anni è queste tecnologie emergenti possono avere una stretta relazione con il mondo sportivo: lasciando da parte gli e-games, che fanno storia a sé, la realtà aumentata permette un coinvolgimento maggiore degli appassionati nell'esperienza sportiva.

L’offerta di contenuti sempre più ricchi permette di vivere un’esperienza dello sport più profonda e coinvolgente, che si estende ben al di là dell’evento “live” della partita o della gara.

Per entrambe le tecnologie, esiste un impiego molto significativo nel mondo del training, sia per le app – spesso integrate con strumenti wearable – che offrono la possibilità di costruire programmi di allenamento ad alto tasso tecnologico, sia per la VR con i simulatori.

Queste tecnologie emergenti vanno affermandosi nell’ambito del training indoor e che permettono di evocare le sensazioni prodotte da sport naturalmente impossibili da praticare al chiuso, come la subacquea o il paracadutismo, oppure di vivere la propria sessione di training in maniera più coinvolgente, sfruttando il principio della gamification per diversificare e rendere più godibile l’esperienza di allenamento.

Le applicazioni delle realtà Virtuale e Aumentata sono illimitate
Al momento, però, gli ostacoli da superare per la diffusione della realtà virtuale rimangono il costo e la scomodità degli apparecchi hardware. Solo rendendoli meno invasivi si potranno diffondere davvero e diventare una componente irrinunciabile dello sport indoor.

La strada è tracciata, attendiamo le sorprese che queste tecnologie emergenti ci riserveranno nei prossimi mesi.

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