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Norseman, uberman e ultra, alla scoperta delle discipline più estreme del triathlon

Nel triathlon l’immersione in ambienti naturali incontaminati, il confronto con la fatica e la solitudine si trasformano così in una strada capace di liberarci da convenzioni e sovrastrutture sociali e, perché no, aiutarci a trovare delle risposte lasciandoci in compagnia con la parte più essenziale dell’esistenza: il nostro corpo.
Competizione femminile di triathlon
Il triathlon è una disciplina sportiva articolata su tre prove che si svolgono in successione e senza interruzioni: il nuoto, il ciclismo e la corsa. Dal 2000 è anche una specialità olimpica, sia maschile che femminile. A primo impatto si potrebbe pensare che competizioni di questo tipo siano solo delle ottime occasioni dove un gruppo di fanatici della resistenza fisica può mettere in mostra la propria condizione, ma non è assolutamente così.
Infatti, guardando i volti di chi giunge al traguardo, s’insinua il dubbio che probabilmente queste gare abbiano un significato molto più profondo: sono occasioni uniche per entrare in una dimensione sportiva dove cronometro e classifica non contano più. Una delle motivazioni principali che conduce un atleta al triathlon è la necessità di andare oltre, di provare a vedere cosa si è capaci di fare quando non ci si pone limiti: una sfida con se stessi, un tentativo di conoscersi ancora meglio.
Corsa sulla spiaggia dopo la sessione di nuoto

Che cos'è il triathlon?

Il triathlon è uno sport ancora poco conosciuto, come poco chiare sono le differenze tra le varie specialità di questa disciplina, ma vediamole nello specifico. Il triathlon classico, conosciuto anche come “olimpico’’, prevede 1500 metri a nuoto, 40 chilometri in bicicletta e 10 chilometri di corsa. Spesso confuso con quest’ultimo è l’Ironman, che invece designa la più lunga distanza del triathlon, ed è di proprietà della World Triathlon Corporation (WTC), che organizza gare periodiche in varie parti del mondo. Qui si parte con 3800 metri in acqua, 180 chilometri in sella e si finisce con una maratona - i classici 42 chilometri e 195 metri.
Sezione di bici del triathlon
In aggiunta a queste competizioni classiche e più conosciute, esiste un segmento estremo di gare nei cui protagonisti emergono doti fisiche e mentali davvero fuori dal comune: parliamo di Norseman e Uberman, celebri per essere tra le gare di triathlon più dure del pianeta. Il Norseman si corre ogni anno in Norvegia, sulla distanza classica dell’Ironman e delle altre competizioni indette dalla WTC. Tuttavia, a differenza di quest’ultime, non esiste l’assistenza da parte del proprio team lungo il percorso: i partecipanti devono cavarsela autonomamente. Ogni anno partecipano in media 250 atleti, ma non tutti arrivano fino al traguardo.
I corridori sono monitorati per quasi tutta la corsa, anche attraverso un GPS posto all’interno delle loro tute. Sono presenti alcune zone di rifornimento e diverse stazioni di controllo medico, per accertarsi che gli atleti siano effettivamente in grado di proseguire la gara. Come premio, nient’altro che una maglietta: bianca se si arriva nei primi cento, nera per tutti gli altri. Per aggiudicarsela bisogna prepararsi a saltare da un traghetto e nuotare per 4 chilometri dentro l’Hardangerfjord, al buio e circondati da due pareti di roccia a strapiombo, fino al comune di Eidfjord.
Gruppo di corridori in bicicletta nel triathlon
Una volta usciti dall’acqua - temperatura media 13° C - si parte per i 180 chilometri in bicicletta, affrontando un percorso da circa 2500 metri di dislivello positivo battuto dal vento, fino a Rjukan. Infine, la parte più massacrante: la maratona. I primi 25 chilometri sono pianeggianti e portano i partecipanti ai piedi del Monte Gaustatoppen, dove la strada comincia a salire vertiginosamente. Il traguardo è posto a 1850 metri d’altezza, e negli ultimi 4 chilometri il terreno roccioso è talmente impervio che non si riesce a correre; in alcuni tratti si fatica addirittura a camminare. Sommando le varie prove, si ottiene un totale di 226 chilometri e un dislivello di oltre 5200 metri, di cui 2000 negli ultimi 20 chilometri di gara.
Il record femminile è stato stabilito da Anne Nevin, nel 2017, con 12 ore 4 minuti e 18 secondi. Il primato maschile, ottenuto da Lars Christian Vold sempre nello stesso anno, è di 9 ore 52 minuti e 10 secondi. Celtman e Swissman sono - rispettivamente - la versione scozzese ed elvetica del Norseman norvegese.
Ciclista su pista
Per chi si vuole spingere ancora oltre, esistono gli Ultra Triathlon dove, a differenza di un evento di triathlon normale, le tre discipline non sono necessariamente svolte in ordine diretto consecutivo: in genere si svolgono sessioni giornaliere per ciascuna attività, poi ripetute per più giorni fino a completare le distanze richieste.

Uberman e norseman: le varianti estreme del triathlon

Tra questi, l’Uberman è decisamente uno dei più impegnativi e si svolge nel sud della California, coprendo una distanza totale di quasi 900 chilometri. Si parte dall’isola di Santa Catalina e si nuota per 33 chilometri in aperto Oceano Pacifico, fino alla costa di Palos Verdes. Da qui, attraversando prima e lasciandosi poi alle spalle Los Angeles, si completano 643 chilometri di bicicletta con oltre 6000 metri di dislivello, toccando anche i 60 metri sotto il livello del mare nel Badwater Basin - il punto più basso degli Stati Uniti. Da qui gli atleti si cimentano con 217 chilometri di corsa attraverso la Death Valley, risalendo fino quasi alla sommità di Mount Whitney che, con i suoi 4421 metri è la vetta più alta degli Stati Uniti contigui ovvero con esclusione di Hawaii e Alaska.
Sessione di bici su strada nel triathlon in mezzo alle montagne
A questa gara molto particolare prendono parte in pochi; ogni atleta deve provvedere a se stesso per tutta la durata dell’evento. Nel 2016, all’età di 51 anni, l’italiano Giorgio Alessi è stato il primo atleta a terminare l’Uberman, ma solo dopo aver nuotato per una distanza equivalente all’attraversamento del Canale della Manica, aver pedalato per qualcosa come quattro tappe in successione del Giro d’Italia e dopo aver corso cinque maratone consecutive attraverso uno dei deserti più caldi del pianeta.

Il record da battere dell'Uberman è però stato stabilito nel 2018 da Gerard Chalton, che ha completato il percorso in 166 ore e 40 minuti.

Uno sforzo fisico durato quasi 200 ore. Il record da battere è però stato stabilito nel 2018 da Gerard Chalton, che ha completato il percorso in 166 ore e 40 minuti. Il prossimo Uberman inizierà il 10 ottobre, siete già pronti? Il completamento di una gara di triathlon, anche se non estremo come gli esempi di cui vi abbiamo parlato sopra, richiede un’attitudine mentale ed una condizione fisica sicuramente sopra le righe.
Nella pianificazione e nella programmazione atletica è necessario valutare attentamente le caratteristiche tecniche e le condizioni di svolgimento della gara da preparare, senza commettere errori. Il triathlon non deve essere considerato come una semplice successione di tre discipline dove ci si prepara al meglio allenandosi separatamente nelle singole attività: il triatleta, per avere buoni risultati, deve condurre training sicuramente specifici, ma anche e soprattutto combinati.
Particolare attenzione dev’esser fatta alle varie transizioni, perché la vera difficoltà - quando s’inizia un’attività subito dopo aver terminato quella precedente - consiste nel riuscire ad avere immediatamente la giusta postura, il ritmo e l’intensità corretti. A livello indoor, un aiuto efficace ed indispensabile viene dato da un allenamento ad alta intensità adeguato: ecco che entra in gioco lo Skillathletic Training Method, studiato appositamente per soddisfare anche questo tipo di necessità. La possibilità di passare dalla Skillbike allo Skillrun durante le vostre sessioni può essere il primo passo verso la vetta del vostro Norseman o, chi può dirlo, del prossimo Uberman.

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