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Transformative travel: tra storytelling ed esclusività

Quando si parla di wellness travel, l’immaginazione ci rimanda a location immerse nella quiete, dove godere di servizi dedicati al benessere della persona che possono spaziare tra trattamenti per la salute del corpo, estetica, pratiche pensate per riequilibrare lo stato emotivo e psicologico, cura dell’alimentazione e fitness; servizi di cui fruire in contesti suggestivi e in strutture ricettive di alto profilo. Eppure, non è raro sperimentare una sensazione di discontinuità quando ci si approccia a questo tipo di vacanza in cui il soggiorno è scandito da massaggi, meditazione, riposo, tuffi in piscina, trattamenti estetici e detox. Pratiche rigeneranti, ma il rischio di annoiarsi è sempre dietro l’angolo e la sequenza di attività “spot”, le une indipendenti dalle altre, può risultare una routine piacevole che, però, si riduce a una parentesi nel turbinio di impegni, lavoro e stress in cui ci si trova nuovamente immersi appena tornati a casa.
La nuova tendenza del cosiddetto transformative wellness travel punta, invece, a riconcepire il viaggio di benessere mettendo le persone al centro di un viaggio sensoriale ed emozionale, in cui ogni dettaglio sia studiato per comporre una vera e propria storia di “rigenerazione”. Parole chiave di questa tendenza al viaggio trasformativo sono l’incontro con nuove culture, il benessere e la natura, uniti dal filo rosso della narrazione che costituisce una vera e propria trama della vacanza.

Come l’eroe di una saga

L’idea da cui parte questa nuova tendenza è proprio quella di immergere il viaggiatore in un’esperienza che lo coinvolga totalmente, costruendo uno storytelling che dia forma al suo soggiorno. Non si tratta più di immaginare la persona come un semplice fruitore di servizi, per quanto di alto profilo, ma di darle un ruolo attivo, come quello dell’eroe di una saga. Utilizzando i principi del role-playing e della gamification, vengono proposti programmi in cui gli ospiti sono coinvolti in attività che costituiscono un circuito di benessere, legate da una narrazione che si snoda tra strutture ricettive diversificate, ambienti naturali e attività che non rientrano nella consueta idea di vacanza benessere, come per esempio il teatro e la musicoterapia.
Un esempio di questa formula che punta su un coinvolgimento aumentato è rappresentato dal Red Mountain Resort. Il resort si trova nella penisola di Snæfellsnes, nella zona ovest dell’Islanda, calato in un paesaggio lunare di grande impatto visivo. Circondata da crateri, geyser, terreno lavico e ghiaccio, la struttura di design è composta da venti bungalow, centocinquanta stanze, uno spazio destinato agli artisti in-residence, un centro creativo e una spa e wellness center. Alla base del raffinato progetto, firmato dallo studio Johannes Thorpe, il desiderio di creare un luogo ispirato alla natura e alla mitologia locali in continua trasformazione, pulsante, grazie ad architetture che uniscono forme primordiali, materiali in stretta relazione con l’ambiente e design avveniristico.
Qui gli ospiti sono invitati a vivere gli spazi della spettacolare spa, i servizi e la natura che circonda il resort senza soluzione di continuità, dando vita a un viaggio interiore ed esteriore che riecheggia la leggenda di Bárður Snæfellsás: la storia è parte del ciclo delle saghe islandesi e racconta dello spirito protettore della penisola di Snæfellsnes, creatura del mito metà uomo e metà troll, che si ritirò dal mondo degli uomini per vivere in pace presso il ghiacciaio di Snæfellsjökull. Il percorso benessere della spa è stato pensato per evocare la “metamorfosi” dell’eroe attraverso cinque stati emotivi: contemplazione, esposizione, confronto, chiarezza e illuminazione, stadi che si concretizzano nel passaggio tra le diverse, scenografiche aree della spa – piscine bollenti, cascate, tunnel del vento, pozze ghiacciate – a ognuna delle quali si accede superando una cortina di vapore, proprio come accade nella leggenda, in cui ogni momento di trasformazione di Bárður Snæfellsás è segnato dall’apparizione della nebbia.

Un viaggio alla ricerca di autenticità

L’idea di un lusso “freddo” lascia sempre più spazio a forme di ospitalità all’insegna dell’autenticità, un valore di importanza crescente per chi mette il benessere al centro del proprio viaggio. Autenticità intesa sia come qualità specifica dell’offerta della struttura ricettiva, sia come caratteristica dell’esperienza nel suo complesso, legata al luogo, alla sua storia, ai costumi e all’ambiente.
Proprio dalla messa in relazione tra questi elementi si può costruire un diverso modo di intendere il viaggio: invece di consumare, si tratta di farsi partecipi, di intraprendere un’avventura che costituisca un’esperienza emotivamente profonda e connetta le persone e i luoghi attraverso la forza delle storie. Travel like a hero diventa quindi il motto di una nuova visione, come si legge sul sito del Transformational Travel Council, associazione che si dedica a promuovere una cultura del viaggio all’insegna dell’evoluzione di sé.
Hero, però, non si riferisce solo all’eroe protagonista della narratologia, l’archetipo di colui che intraprende un viaggio reale o immaginario, reso celebre dagli studi di Joseph Campbell, è anche l’acronimo che sintetizza un atteggiamento:

  • H - Traveling with HEART: Courage, love, humility, compassion and empathy for self and others
  • E - Seeking ENGAGEMENT with and in the people, places, cultures and experiences
  • R - Having the RESOLVE to work through the challenges that every journey provides
  • O - Leaving your heart, mind and soul OPEN to the unknown within every journey.

Un ventaglio di possibilità illimitato si apre di fronte a chi desidera sperimentare formule inedite di viaggio. Il benessere può prendere forme inaspettate, comprendere l’avventura e la sfida, creando un’inedita combinazione di elementi, tra comfort ricercato e adrenalina, scoperta e raccoglimento, incontro con l’altro e dialogo interiore.

Un ulteriore esempio è offerto dalla compagnia londinese Based on a True Story, che offre esperienze nelle quali realtà e fantasia si mescolano, proponendo itinerari esclusivi in tutti e cinque continenti. Si può scegliere di attraversare la Namibia andando a pesca di squali, incontrando la tribù nomade degli Himba, ballando davanti al fuoco di notte e facendo un safari per osservare l’incredibile fauna selvatica, il tutto spostandosi tra ricercati lodge nel deserto e chalet nella savana.
Ma anche attraverso la finzione si può raggiungere un grado di autenticità assoluto, come insegna il teatro, ed è per questo che per i bambini o gli adulti che desiderano fare un viaggio nella fantasia sono stati creati pacchetti a sorpresa che rendono possibile tuffarsi nel mare della Turchia e incontrare delle autentiche sirene, vivere una fiaba nordica nelle nebbie islandesi, fare un salto indietro nel tempo per finire alla corte di Luigi IV di Francia, ritrovarsi a combattere sul set di Kill Bill in Giappone o andare alla ricerca di un tesoro perduto alle Isole Vergini.

L’arte al servizio del benessere

Il viaggio trasformativo sfrutta la forza della narrazione per creare emozioni e, a questo scopo, utilizza anche i luoghi d’arte, non come destinazione, ma come strumento. Come riporta il Global Wellness Report 2018, gli esempi si moltiplicano: il MOMA di New York diventa un luogo dove praticare la mindfullness in mezzo a capolavori dell’arte contemporanea e al centro Amanyangyun, resort in prossimità di Shanghai situato all’interno un eccezionale sito archeologico al centro di un progetto di recupero, è possibile sperimentare arti tradizionali come la calligrafia, la ceramica o la cerimonia del tè, praticando contestualmente la meditazione o facendosi coccolare con i trattamenti benessere dell’esclusiva spa, in un contesto che ricostruisce la vita nel XVII secolo.
Il Lofoten Opera Hotel, attualmente in via di completamento, è una struttura situata in un ambiente mozzafiato tra il mare e le montagne vicino a Sørvagen (nelle isole Lofoten della Norvegia), dove la fruizione dello spettacolare anfiteatro naturale sarà abbinata alla spa e ai trattamenti in acqua marina. Spostandoci in Australia, al Peninsula Hot Springs di Victoria è stato recentemente inaugurato il Bath House Amphitheatre, uno spettacolare centro multifunzionale all’aperto, dove concerti, performance e wellness convivono: gli ospiti possono infatti rilassarsi nelle piscine geotermiche ascoltando musica diffusa dagli altoparlanti subacquei o assistere agli spettacoli dal vivo, praticare tai chi o yoga, fare la sauna o la crioterapia, e gustare un pranzo preparato con gli ingredienti freschi forniti dagli orti del centro, dove in futuro verranno coltivati anche funghi e piante medicinali,
La parola chiave della nuova tendenza benessere è story-driven ma l’aspetto forse più interessante è l’incredibile varietà di proposte che si stanno elaborando all’insegna di questa nuova idea circolare. Un’idea olistica dentro cui ognuno può ritagliarsi la vacanza a propria misura, certo di poter vivere un’esperienza di benessere e di arricchimento davvero appagante.

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