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Wearable tech: i pro e i contro delle funzioni per la salute

Se avete mai indossato un dispositivo tecnologico, o wearable tech, come di solito viene indicato questo tipo di device, l’avrete fatto probabilmente per motivi legati allo sport. Gran parte, infatti, dei possessori di smartwatch e sport bands, giustificano la loro scelta con la voglia di tenere traccia dei propri allenamenti, di parametri come la frequenza cardiaca o la distanza percorsa correndo e, quindi in ultima analisi, con la volontà di monitorare il proprio stile di vita. In effetti le due componenti, fitness e salute, cominciano a diventare entrambe centrali nel design di prodotto.

Elettrocardiogramma sui device: i pro

Il vero cuore della rivoluzione di Apple Watch 4 è nell’hardware, che monta adesso componenti in grado di tracciare un elettrocardiogramma e di analizzarne le caratteristiche, ma anche di imparare a conoscere chi indossa il device e poter dunque capire se intervengono cambiamenti di rilievo che potrebbero fare pensare a eventuali problemi fisici. Un uso consapevole degli smartwatch può trasformarsi in una maggiore consapevolezza di sé e anche in una ottimizzazione degli allenamenti.
Ad esempio tenere d’occhio la frequenza cardiaca durante una sessione di indoor cycling o di corsa ci insegna ad ascoltare il nostro corpo e capire se e come miglioriamo. Non solo, ma una delle novità introdotte è il rilevamento automatico dell’allenamento, che per utenti di applicazioni mobile come mywellness significa poter facilmente e automaticamente tracciare quanto fatto in palestra o outdoor, con il vantaggio di avere poi a disposizione tutti i dati sull’app "Salute" (da cui mywellness acquisisce e a cui fornisce i dati), con la conseguente possibilità di disporre di una overview completa del proprio status fisico.
Per gli atleti professionisti l’accoppiata smartwatch e app mobile MyWellness diventa addirittura lo strumento di costruzione e condivisione di uno storico di progressi a partire da cui discutere con i propri allenatori e preparatori atletici e sulla base del quale ottimizzare le sessioni di training, a loro volta rese disponibili dai trainer su MyWellness e immediatamente a disposizione dell’utente. Si innescherebbe così un circolo virtuoso che ha nel monitoraggio dei parametri vitali uno dei suoi punti di forza.

Indossare un dispositivo che sia in grado di tracciare parametri vitali, vale la pena ricordarlo, non fa di noi dei medici. Ma può fare di ciascuno uno sportivo migliore e una persona più sana.

E se dovessero esserci delle anomalie cardiache?
WatchOS 5, il sistema operativo montato sui nuovi Apple Watch, potrà appunto rilevare anche le frequenze cardiache irregolari (molto basse, molto alte o comunque fuori dalla norma) e, almeno negli Stati Uniti, sarà in gradi di inviare immediatamente un referto con il tracciato al proprio medico.

Elettrocardiogramma sui device: i contro

Uno dei “limiti umani” della wearable technology è rappresentato dall'ossessione verso i dati stessi. Sembra banale, ma mentre è corretto monitorarli per migliorare o comunque per tenere sotto controllo le proprie abitudini e valutare gli allenamenti svolti, d’altra parte non va trascurata la possibilità di errore che ancora si accompagna a queste tecnologie. In altre parole, alcune rilevazioni potrebbero essere ancora inaffidabili. Ecco perché ad esempio l’elettrocardiogramma generato da Apple Watch 4 ha validità medica solo negli Stati Uniti: bisogna infatti stringere accordi locali, frutto anche di una revisione congiunta sull'efficacia della tecnologia usata.
Non solo, ma va tenuto conto dell’utente che mediamente userà questi servizi: è un medico o un cardiologo? Nella quasi totalità dei casi no, e questo significa che non sarà in grado di leggere scientificamente i risultati dell’ECG. Tradotto in termini logistici, potrebbe significare un aumento dei falsi allarmi generati da errate letture dei dati che concretamente significherebbero un numero più alto di persone che si recano al pronto soccorso richiedono visite specialistiche.

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